Approfondimenti | 10 Aprile 2019 | Autore: Giorgio Spolverini

​Ok il car sharing, ma funziona anche fuori città?

Il car sharing è una formula vincente e che prende sempre più piede, ma i grandi gruppi investono energie soprattutto nelle grandi città. Nei comuni limitrofi, la richiesta da parte della clientela ci sarebbe pure, ma le auto condivise sono ancora troppo spesso ferme “al palo”. Il noleggio, più che il possesso del veicolo, per ora è l’alternativa.

 

Car sharing o mobilità condivisa che dir si voglia, piace: i numeri lo testimoniano e sono in continua crescita, non c’è dubbio. Al momento però, resta un fenomeno ancora prevalentemente relegato all’ambito urbano. Il capoluogo lombardo, Milano, è in vetta alla classifica sia per quanto riguarda la richiesta di auto condivise, sia per altri mezzi come moto e bici.
 

Che numeri, in città!

Più in generale, a oggi il car sharing in Italia ha superato la soglia del milione di iscritti (Osservatorio Sharing Mobility). In particolare, il numero di veicoli condivisi in Italia tra 2013 e 2017 è quintuplicato, mentre il numero degli iscritti e dei noleggi, grazie soprattutto al largo impiego del web, è cresciuto rispettivamente di 18 e 37 volte. 

Il car sharing, lo ricordiamo, indica una forma di trasporto che consente di condividere un mezzo tra più utenti per contenere le spese e per contribuire al miglioramento della viabilità e dell’inquinamento ambientale.
A differenza del noleggio, il car sharing prevede la presenza di una flotta di veicoli che si possono impiegare per brevi periodi, dietro un corrispettivo su base temporale o chilometrico. Il panorama di offerta è davvero ampio ed essa si compone di servizi “station-based”, basati su stazioni fisse di prelievo e riconsegna del mezzo, “peer to peer”, condivisione di veicoli privati, e “free floating”: le auto vengono prenotate tramite app e parcheggiate all’interno di una ben determinata area di esercizio.

Come si è potuto capire fin qui, il car sharing inizia a vantare certi numeri, ma proprio dappertutto? Non esiste proprio una risposta univoca, ma qualche tendenza la si può facilmente cogliere al momento.
Per esempio, come funziona il car sharing in provincia? Non troppo bene, diciamocelo subito.
 

In provincia ancora non decolla…

Consideriamo proprio il caso dell’hinterland milanese, ovvero i dintorni della città con la più ricca e redditizia offerta di car sharing.
Basta spostarsi appena fuori dall’area urbana, come per esempio a Buccinasco (MI), per assistere a un “eccessivo tempo di sosta delle vetture” da condivisione: in poche parole, ci sono troppe macchine ferme. Per cui molte compagnie, come per esempio Enjoy, hanno detto basta al servizio car sharing fuori dai confini delle grandi città. Buccinasco (MI) è solo uno dei comuni periferici al capoluogo lombardo in cui sono arrivate le prime lettere di sospensione del servizio, ma a questo si sono aggiunti subito dopo per esempio Cesano Boscone (MI) e Settimo Milanese (MI).

L’esigenza di mezzi condivisi in realtà poi esiste anche fuori dall’area urbana, soprattutto in tempi di blocchi del traffico, ma purtroppo per le grandi compagnie di car sharing il “gioco non vale la candela”.
La situazione cambia di poco se ci si sposta in un altro comune un po’ più esteso di quelli appena citati, ovvero Lodi (MI). In questa città esiste un nuovo modo per spostarsi in maniera ecologica e alternativa, grazie al car sharing di auto elettriche gestito da E-Vai, gruppo Ferrovie Nord Milano.
Di fatto però avviene meno di un noleggio al giorno, anche se le richieste risultano in leggero aumento. In particolare a Lodi emerge che i clienti sono circa 400 (sui 45.000 iscritti a livello Lombardia), ma che i noleggi sono stati nel complesso 279 nel 2018 (contro 235 dell’anno prima), con 49,87 chilometri medi percorsi e 1,94 ore di noleggio medio. Un po’ poco.
I più grandi costruttori si stanno adoperando per sviluppare grandi car sharing, come quello appena costituito dall’unione delle forze di BMW e Daimler: ShareNow. Mercedes-Benz e BMW uniscono definitivamente i servizi offerti da Drive Now e Car2go.

L’obiettivo è naturalmente creare un colosso della mobilità che conta già una nutrita partecipazione di clienti. ShareNow rappresenterà presto anche una grande flotta comprendente vetture a zero emissioni. Mercedes-Benz e BMW implementeranno via via una serie di servizi condivisi per rispondere a tutti gli aspetti dell’esperienza di guida urbana, compresa la ricarica dei veicoli a propulsione elettrica.
Allo stato attuale ShareNow conta su di una flotta di oltre 20.000 veicoli a brand BMW, Mercedes-Benz, Smart e Mini. Di fatto però la piattaforma è operativa per ora solo nelle più importanti 30 città tra Europa e Nord America. Del resto, la vision di ShareNow è piuttosto chiara: sviluppare una mobilità sostenibile per e con le città, riducendo traffico ed emissioni. Il servizio di car sharing migliora la qualità della vita nelle città, proprio perché offre un’alternativa economicamente efficiente e flessibile al possesso dell’auto.
Ancora una volta, come si può facilmente evincere, gli sforzi di tutte queste grandi compagnie di car sharing sono concentrate nelle grandi aree metropolitane, poiché al di fuori di queste non è ancora così conveniente dal punto di vista degli investimenti, anche se poco a poco qualcosa si muove pure in provincia.
 

Fuori città è meglio il noleggio

A questo punto, per chi vive in provincia e quindi fuori dai grandi centri urbani, potrebbe convenire prendere in seria considerazione il noleggio a lungo termine pensato per i privati.
Da soluzione esclusivamente ritagliata per le aziende e i liberi professionisti, il noleggio attira sempre più l’utenza privata, alla quale si rivolgono società specializzate nella fornitura del servizio e le stesse case auto. Escludendo così la tipologia di noleggio car sharing, il nuovo modo di vivere l’auto può diventare per molti il noleggio a lungo termine.

Naturalmente bisogna dedicare un minimo di tempo per districarsi al meglio tra le numerose proposte disponibili sul mercato. Più che altro serve effettuare innanzi tutto un’attenta analisi delle proprie esigenze, a partire dai chilometri annui che si affrontano con l’auto.
Questo è uno degli aspetti da considerare, ma non l’unico. Per esempio, soluzioni di noleggio diverse possono contemplare o meno il versamento di un anticipo, oltre al canone mensile.
Le condizioni contrattuali sono differenti in funzione dell’offerta sottoscritta, tuttavia le coperture comuni previste dai canoni includono di solito almeno l’assicurazione RCA, la manutenzione ordinaria e il pagamento del bollo.
Diversamente da un mercato assicurativo che ritaglia polizze molto diverse in funzione dell’area geografica di residenza e del profilo di chi guida, il vantaggio del noleggio per i privati sta nella previsione di una polizza (compresa nel canone mensile) uguale a Bolzano come a Napoli, in molti casi un vero e proprio incentivo in grado, da solo, a far preferire il possesso alla proprietà dell’auto.

Per una manutenzione ordinaria che fa parte del canone di noleggio, va considerato il vantaggio proposto da formule con cambio pneumatici a seconda della stagione incluso nelle rate mensili. Non mancano poi di certo formule all-inclusive comprensive di interventi di manutenzione straordinaria, anche in caso di guasti gravi. Il possesso in questo caso implica una nuova accezione di significato, ovvero l’utilizzo del mezzo e nulla di più. Al termine del periodo di fruizione, non si ha più un bene di proprietà a fronte delle spese sostenute. Però, considerando come l’auto di proprietà vada incontro alla naturale e marcata svalutazione con il passare del tempo, resta chiaro che oggi la formula di noleggio rimanga chiaramente vincente, almeno per quanti comunque prediligono il ricambio periodico dell’auto.

Non a caso, tra i dati emersi nell’ultimo rapporto Aniasa, spicca che i soggetti privati apprezzano della formula del noleggio i costi certi, la manutenzione programmata, l’inclusione RCA, l’assistenza stradale e la copertura per i danni. Insomma, al momento questa è una formula che può rivelarsi ideale laddove il car sharing non riesce ancora a porre le radici per potersi sviluppare.
 

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Tags: car sharing autonoleggio

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