Approfondimenti | 11 Luglio 2019 | Autore: Giorgio Spolverini

ADAS, anche le sospensioni diventano intelligenti

L’obiettivo zero incidenti che si prevede di raggiungere entro il 2050, contempla di rendere “intelligenti” anche le sospensioni, con l’aiuto di sensori, telecamere e centraline dedicate.
Alcuni modelli di auto sono già ben ingegnerizzati in questo senso e presto sempre di più ne arriveranno in assistenza.
 

Prendiamo per esempio l’ultima Mercedes GLE MY 2019. Tra le più recenti auto che adottano le cosiddette sospensioni “intelligenti”, neanche a doverlo precisare, c’è chi punta sempre molto sulle più avanzate tecnologie per convincere i clienti, proprio come Mercedes, con la sua nuova SUV.

Guidarla lascia senza parole: su strada, l’assetto non si limita solo ad adattarsi in tempo zero, grazie alla presenza della telecamera che monitora costantemente la situazione del fondo stradale (Road Surface Scan), ma attraverso la modalità Curve l’auto si inclina come una moto per ridurre al minimo le forze trasversali centrifughe.
Questo sistema in particolare lavora con una tensione di 48 V ed è anche in grado di recuperare energia.

Non finisce qui, perché il bello poi arriva anche in fuoristrada: sembra di “galleggiare”, poiché la centralina preposta riesce a variare continuamente la pressione delle ruote al suolo, consentendo all’auto di trovare sempre il miglior grip possibile.
Ogni singola sospensione poi può essere controllata individualmente, per superare gli ostacoli più impensabili.
Alla faccia degli inossidabili vecchi fuoristrada “duri e puri”, verrebbe da pensare…
 

L’importanza delle sospensioni proattive

Quanto fin qui descritto su questo particolare modello di SUV rappresenta solo la parte più “ludica” dei sistemi sospensivi intelligenti ADAS che, di fatto, servono per incrementare al massimo il comfort e la sicurezza di guida di un’auto, in poche parole la dinamica.

I più grandi fornitori di tecnologie, come per esempio ZF, sono continuamente alla ricerca di dispositivi che possano migliorare l’handling di un veicolo, fino a raggiungere l’obiettivo di guida completamente autonoma.
Grazie alle mappe tridimensionali e alle numerose telecamere, prima o poi la maggior parte delle vetture potrà viaggiare in completa autonomia, mentre chi è alla guida potrà persino provare il lusso di distrarsi in tutta sicurezza.

Per quanto riguarda le sospensioni, a breve per esempio scomparirà completamente il termine “rollio”. I sistemi saranno sempre più di tipo CDC, Continuous Damping Control, una tecnologia che è in grado di controllare, indipendentemente l’una dall’altra, le fasi di estensione e compressione di ciascuna sospensione, per massimizzare le prestazioni dell’auto, non trascurando ovviamente il fattore comfort.

Sistemi di questo tipo integrano un’unità pompa-motore elettrico con elettronica integrata, che agisce su un attuatore capace di variare l’altezza del singolo ammortizzatore.
Si pensi come, una funzione di questo tipo, possa determinare la qualità di vita a bordo nelle curve affrontate in velocità, siano esse autostradali o di montagna.
Un’altra fastidiosa situazione che sarà fortemente attenuata (nei limiti della fisica), consiste nella reazione del veicolo in caso di dossi o buche, grazie alla continua trasmissione dei dati ripresi dalle telecamere preposte.
I dati rilevati, se trasmessi a un “cloud”, possono persino essere utilizzati per informare i veicoli che seguono o segnalare alle infrastrutture eventuali danni od ostacoli pericolosi presenti nelle corsie di marcia.
 

L’assistenza 4.0

Come si vede, il progresso è inarrestabile e la guida autonoma è praticamente già realtà, mentre quella assistita è ormai affermata da diversi anni: le centraline, in maniera sempre più invasiva (nell’accezione positiva del termine), intervengono nelle fasi di guida correggendo le azioni dei conducenti.

Così, al riparatore spetteranno sempre nuove sfide tecnologiche a cui far fronte tenendosi costantemente aggiornato, come saper intervenire su radar, telecamere, laser e sensori da ricalibrare ogni qual volta un intervento meccanico ne possa compromettere il settaggio originale, come nel caso delle variazioni dell’assetto.

Oggi, l’era dell’elettronica, impone un’evoluzione professionale che deve procedere di pari passo con quella tecnologica. La cosiddetta “Officina 4.0” lavora con calibri, tester e la più evoluta e aggiornata diagnostica elettronica. Uno sforzo economico e formativo che viene sicuramente ben ripagato a stretto giro, sia con l’innalzamento qualitativo della propria professionalità, sia con l’inevitabile allargamento del bacino di clientela, che naturalmente è orientato verso professionisti aggiornati e competenti, in grado di assolvere appieno lo spettro di interventi specifici sempre più esteso.
 

Tutto l’ADAS che c’è sulle ultime auto

Una vettura di ultima generazione tipo SUV o di medio-grandi dimensioni (ma ben presto saranno incluse nella lista anche le auto più piccole ed economiche) incorpora davanti tanti dispositivi che aiutano anche le sospensioni a lavorare al meglio e in maniera predittiva.

Tra questi sono presenti uno o due radar, posizionati in genere nel paraurti o nella calandra, e il Lidar (scansione Laser a impulsi), ubicato sul parabrezza, mentre al posteriore ci saranno due radar (inseriti all’interno delle due estremità laterali del paraurti posteriore), per monitorare la distanza con un eventuale veicolo in fase di avvicinamento.
Sul parabrezza si trova anche la telecamera frontale, monocamera o stereocamera, per il mantenimento di corsia, il rilevamento e la lettura dei cartelli stradali e per la gestione dei fari intelligenti.

Sul paraurti o sul portellone si trova una telecamera posteriore, che può essere integrata con sensori di tipo perimetrale o a ultrasuoni, per ottenere una visibilità massima anche dietro.
Fortemente connesso con l’assetto, come si è potuto notare nel caso esemplificativo della Mercedes GLE 2019 descritta all’inizio, l’ADAS coinvolge anche i pneumatici, poiché le centraline possono monitorare e intervenire non solo sulle condizioni di pressione a seconda della strada e delle condizioni ambientali del momento, ma verificano anche il consumo del battistrada e l’aderenza istantanea al suolo, fornendo informazioni “on real time” per variare il comportamento dinamico del veicolo in previsione di ostacoli.

Sia che si parli di calibrazione, sia che si tratti di diagnostica, intervenire sui più avanzati sistemi di assistenza è un’operazione alla portata di tutti gli operatori professionali del settore, dall’autoriparatore al carrozziere e al gommista, che potranno accedere attraverso soluzioni multibrand proposte dagli specialisti di diagnosi più conosciuti.
Non sono più poche le aziende di diagnosi auto che sono in grado di offrire attrezzature all’avanguardia per la calibrazione di sistemi ADAS, oltre a formazione e assistenza garantite da sessioni didattiche - itineranti o meno - e dal supporto tecnico di professionali call center.

Va ricordato, a tal proposito, che le operazioni di taratura e calibrazione sono obbligatorie in tutti i casi previsti dal costruttore del veicolo, per esempio quando si cambia un parabrezza dotato di telecamera, quando si monta un componente che contiene un sensore o anche dopo la semplice sostituzione delle gomme magari per la rotazione stagionale.
 
 
Primo step, gli ADAS obbligatori dal 2022

Automobili, furgoni, autocarri e autobus dovranno disporre di un allarme per avvisare il conducente in caso di sonnolenza e distrazione, come per esempio l’utilizzo dello smartphone alla guida.
Dovrà essere previsto un sistema di adattamento intelligente della velocità, dotato di telecamere e sensori per la sicurezza in retromarcia e di una “scatola nera” che registri i dati in caso d’incidente.
Inoltre, sarà obbligatorio disporre di un sistema di assistenza al mantenimento della corsia, di avanzati dispositivi di frenata di emergenza e di cinture di sicurezza migliorate sulla base di crash test.
Per autobus e autocarri in particolare, l’Europa prevede requisiti specifici finalizzati a eliminare gli angoli ciechi e dispositivi sulla parte frontale e laterale del veicolo, che permettono di individuare e segnalare la presenza di utenti vulnerabili sulla strada, rendendo più sicura la svolta.
In questo modo la Commissione Europea prevede di salvare oltre 25.000 vite umane e di evitare almeno 140.000 feriti gravi entro il 2038, favorendo la realizzazione dell’obiettivo di azzerare il numero di vittime e feriti entro il 2050.    


 

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