Approfondimenti | 30 Settembre 2016 | Autore: tommaso caravani

Cambia la comunicazione di Lechler

Una giornata per lanciare la nuova campagna di comunicazione di Lechler. Siamo stati all’anteprima del documentario realizzato con l’aiuto dei carrozzieri e della nuova immagine dell’azienda.

 

In passato erano i barattoli. Il prodotto era al centro della comunicazione aziendale nel mondo dei vernicianti. Negli ultimi anni però quasi ovunque il vecchio barattolo è sparito, per lasciare spazio a immagini sempre più evocative: colori (o mancanza di essi) e disegni o fotografie che rimandassero all’idea della verniciatura. Lo hanno fatto praticamente quasi tutti i produttori di vernice nel mondo carrozzeria e ancora lo fanno.
Nel corso dell’incontro che si è svolto lo scorso 28 settembre nella sede di Lechler a Como tuttavia, il managment dell’azienda ha deciso di cambiare rotta. Non più evocazione, ma concetti chiari su cui puntare per ottimizzare il lavoro in carrozzeria.
A spiegare la nuova campagna sono intervenuti Gianni Foietta, responsabile della comunicazione e Marco Pratelli, product manager del comparto refinish.
 
Le ragioni della comunicazione
A dare una chiave di lettura differente sulla comunicazione di un’azienda è Marco Pratelli che lega indissolubilmente il messaggio che Lechler vuole dare al mercato a un’analisi molto più complessa del mercato.
Il mondo della carrozzeria ha infatti affrontato momenti durissimi, per averne la controprova è sufficiente guardare i dati di consumo di vernice negli ultimi anni. Tra crisi economica e conseguente minor utilizzo dell’auto i consumi di vernice sono calati drasticamente e poco consola saper che dall’inizio dell’anno ci sia una leggera inversione di tendenza (quando i cali sono stati a doppia cifra per anni recuperare qualche punticino non vuol dire molto). Ma anche se il fondo fosse stato toccato, ammette Pratelli, “dobbiamo dimenticarci la mole di lavoro antecedente al 2009”. Anche se infatti il traffico aumentasse i fattori non aumenteranno gli incidenti. La sicurezza delle auto sta aumentando drasticamente così come il rispetto delle norme della circolazione. Se poi dovesse arrivare anche l’auto autonoma (che secondo Pratelli non è una prospettiva poi così a breve termine) i crash tra vetture potrebbero diminuire ancora. Un futuro senza carrozzieri dunque? Sicuramente no, perché oltre agli eventi naturali e gli atti vandalici è difficile ad oggi prevedere come evolverà il mercato, di certo servirà qualcuno in grado di riparare le auto.
Quello che vuole trasmettere Pratelli è più che altro prudenza. Se il peggio è passato il domani non sarà mai come ieri. Il messaggio è chiaro. E allora?
 
Ottimizzare
Tra le carrozzerie ci sarà una dura selezione (sono ancora troppe) e solo chi saprà rendere efficienti i processi riparativi sarà competitivo nel prossimo futuro.
È proprio da questo assunto che parte tutta la nuova strategia di comunicazione di Lechler, che vede per la prima volta apparire un vero carrozziere sulla sua comunicazione mentre ragiona davanti a software (il Map Pro di Lechler) per selezionare il corretto processo di riparazione della vettura.
Un messaggio chiaro che, spiega Gianni Foietta, si adatta perfettamente al nuovo al Pay-off. “Non esiste un processo giusto per tutte le riparazioni, ma esiste un processo giusto per ogni riparazione”.
L’azienda ha anche realizzato un mini-documentario tra le carrozzerie proprie clienti (presenti all’evento) dove i singoli carrozzieri hanno raccontato l’importanza che la scelta del corretto processo ha sul conto economico aziendale. Carrozzieri Italiani, tedeschi e francesi che si sono trovati d’accordo su un punto. Oggi non ci si può più basare sulle esperienze pregresse, bisogna che il carrozziere passi dall’essere un artigiano a un industriale, in grado di valutare processi e metodi efficienti.
Un messaggio, insomma coerente con l’impegno di Lechler nella ricerca di soluzioni sempre innovative.
 
Dall’ambiente all’efficienza
Che il cambio di prospettiva sia radicale lo spiega bene Pratelli. “Un tempo, dice il manager, la nostra azienda era impegnata maggiormente nella ricerca di soluzioni che rispettassero i sempre più alti standard ecologici richiesti dalle normative europee. Oggi invece quello che un tempo era considerato il punto di arrivo è diventato quello di partenza. Dal 2008 studiamo soluzioni che permettano di efficientare il lavoro in carrozzeria”.
Le tappe fondamentali di questa evoluzione sono riassunte nei prodotti che l’azienda ha lanciato sul mercato: dal Macrofan HS Autolevel Primer del 2012 (che permette di verniciare i lamierati trattati con cataforesi senza bisogno di carteggiare) al Macrofan Air Tech UHS Clearcoat del 2013 (un trasparente in grado di essiccare in meno di 1 ora a temperatura ambiente e raggiungere l’essiccazione completa in meno di 2 ore), passando per la linea Macrofan MC405 Power Clearcoat che essicca in cinque minuti a 60°C o 15 a 40°C . Fino ad arrivare alla linea di fondi colorati lanciata nel 2015 denominata HE che sta per High Efficiency (alta efficienza).
Quest’anno l’azienda si presenta al mercato con ulteriori innovazioni, dal Macrofan AP Autolevel (vedi la notizia: Lechler Macrofan AP Autolevel Primer) e un nuovo prodotto, su cui ancora vige il riserbo più totale che si chiama Greentech di cui si sa solo che sarà un filler.


 

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Tags: verniciatura attrezzature per carrozzeria carrozzeria Lechler

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