Approfondimenti | 20 Gennaio 2017 | Autore: Alessandro Margiacchi

Guida autonoma: che impatto avrà sulle carrozzerie?

Come sarà il futuro della carrozzeria? Auto intelligenti, ADAS, calo dei sinistri e molto altro ancora: questo è quello che ci aspetta. Ecco il punto della situazione sull’auto a guida autonoma, una realtà sempre più concreta che è destinata a cambiare le carte in tavola nel mondo dell’autoriparazione.

 

Il titolo di questo articolo potrebbe essere alquanto allarmante, ma l’obiettivo non è proprio questo. Anzi il contrario, è un invito a investire e a vedere la propria azienda e la propria carrozzeria sotto un’altra veste, per mostrarsi pronti e non essere travolti da un futuro che va proprio verso una direzione specifica.
La parola magica in questo caso è: guida autonoma. Ecco quindi cos’è successo durante il 2016, un anno in cui è emerso che l’auto automatizzata è sempre più una realtà concreta, e lo abbiamo visto soprattutto in occasione di Autopromotec Conference Stati Generali e Automechanika Frankfurt 2016.
Ma non solo, abbiamo analizzato da un’inchiesta realizzata da CB Insight, le 33 aziende che si stanno muovendo concretamente in questo campo. Prima di lasciarvi nelle pagine seguenti alla nostra raccolta di prodotti e attrezzature nel mondo della carrozzeria, vi poniamo i seguenti quesiti: che impatto avrà la guida autonoma sulle carrozzerie? E per il mondo assicurativo? Ma soprattutto, sarà la fine delle carrozzerie?
Una cosa è certa sicuramente ci sarà un forte impatto.
 
Guida autonoma: è una minaccia?
I sistemi di assistenza alla guida, i cosiddetti ADAS-Advanced Driver Assistance Systems, stanno spopolando sulle vetture nuove, con l’introduzione di sistemi di controllo sempre più avanzati, dai radar ai lidar, che sicuramente rappresentano una delle sfide più importanti dei prossimi anni.
Rispetto a qualche anno addietro, i veicoli odierni presentano un grado di sicurezza notevolmente migliorato grazie all’implementazione a bordo di sistemi specifici che vanno sotto il nome di ADAS, Advanced Drive Assistance Systems, ossia sistemi avanzati per l’assistenza alla guida.
Questi sistemi operano nel campo della sicurezza passiva e attiva e, ad esempio, consentono alla vettura di frenare in maniera autonoma in caso di imminente pericolo di urto, oppure di avvisare il conducente di eventuali ostacoli posti sulla strada.
Gli autoriparatori, quindi, saranno chiamati ad aggiornarsi per rimanere al passo con i tempi. Come? Investendo sia in attrezzature, sia in formazione. Insomma, prepararsi al futuro e iniziare a riparare per esempio gli ADAS proprio come se fosse un elettrodomestico qualunque, proprio come un telefonino.
Ma la guida assistita è una minaccia? Per i carrozzieri potrebbe esserlo, il motivo è semplice: se calano i sinistri calano le riparazioni. Anche se non è proprio così visti anche le recenti notizie di cronaca che hanno girato il mondo intero: gli incidenti mortali della Google Car. Ma c’è anche una speranza, da non sottovalutare. Chi si specializzerà nelle nuove tecnologie potrà continuare a lavorare in maniera onesta usando un’arma necessaria: la trasparenza verso il cliente e il rispetto delle normative.
Un tema spinoso per le assicurazioni che dovranno affrontare vie inesplorate: oggi assicurano una persona, domani un software o un sensore. Cosa non da poco.
 
Il ruolo delle assicurazioni
Si vocifera che tra quindici anni il mercato italiano conterà circa 15 milioni di auto diverless. Partendo da questo presupposto è chiaro che alle compagnie assicurative aspettano anni di profondi cambiamenti.
Se la guida autonoma è una sorta di rivoluzione, anche il comportamento e lo stile di guida degli automobilisti è destinato a cambiare.
Fino a qualche anno fa le auto erano controllate meccanicamente, spinte da benzina o gasolio, tutto questo è destinato a cambiare. I veicoli saranno controllati elettronicamente e formati da fotocamere, radar e sensori sofisticati.
Probabilmente anche la constatazione amichevole non avrà più molto senso. Tutto sarà connesso, quindi si presume che le auto trasmetteranno alle rispettive compagnie assicurative dei dati per cui le stesse potranno comprendere le modalità dell’incidente.
Insomma, c’è poco da stare tranquilli: le compagnie dovranno adeguare la loro disciplina all’evolversi delle situazioni, ma attenzione il futuro è dietro l’angolo e ad Automechanika Frankfurt e Autopromotec Conference – Stati Generali 2016 si è visto.
 
Da Autopromotec…
Quest’anno più che mai l’attenzione si è focalizzata sull’ auto autonoma. Due esempi concreti sono Autopromotec Conference-Stati Generali 2016 e Automechanika Frankfurt 2016.
Qui si sono dati appuntamento centinaia e centinaia di aziende per comprendere quali saranno gli scenari futuri dell’autoriparazione, del post vendita e della manutenzione dei veicoli, che nei prossimi anni si scontreranno con una evoluzione tecnologica mai vista prima, dall’internet delle cose alla guida autonoma. Nel caso di Autopromotec hanno avuto modo di confrontarsi case produttrici, i player come Google oppure il Boston Consulting Group. Gli interventi hanno affascinato, ma allo stesso tempo spaventato.
Affascinato perché siamo più avanti di quanto possiamo immaginare, ma anche spaventato perché chi controllerà i dati controllerà la manutenzione. Due interventi rispetto agli altri si sono concentrati in particolare sull’attività della manutenzione: quelli di Bosch e Magneti Marelli. Il primo ha mostrato come sarà il processo di manutenzione di un’auto connessa, con prenotazione online dell’intervento e un monitoraggio costante dell’avanzamento lavori, mentre Magneti Marelli ha spiegato come il mondo della distribuzione ricambi sia destinato a una rivoluzione nella rivoluzione, con grandi player della distribuzione che sempre più punteranno a dominare il mercato.
Certo, il futuro è ancora incerto, ma anche in questo caso la certezza è una sola: chi controllerà le informazioni vincerà la sfida dell’autoriparazione.
 
… ad Automechanika
Automechanika, invece, è stata la prova del nove: il cambiamento dell’industria automotive è palese, si è parlato addirittura di inizio di una nuova era.
Infatti, oltre all’innovazione tecnologica presente sui veicoli di ultima generazione, il tema più importante sembra essere proprio la connessione e lo scambio di dati con e tra i veicoli. Comprendere, insomma, quali saranno gli scenari futuri dell’autoriparazione, del post vendita e della manutenzione dei veicoli, che nei prossimi anni si scontreranno con una evoluzione tecnologica senza precedenti, dall’internet of things alla guida autonoma.
A dimostrazione di quanto la guida autonoma si fa sempre più spazio, la Kermesse ha lanciato un nuovo formato “Connected Mobility”, un road show che ha avuto grande seguito, ha offerto la possibilità di approfondire tematiche che nel breve e medio periodo entreranno a gamba tesa nel settore automotive.
Soprattutto la carrozzeria è stata una delle protagoniste. Il grande afflusso al Damage Talk ha dimostrato in che misura il settore si stia muovendo e come sta rispondendo alle difficili sfide del mercato. Tante le novità dal mondo della carrozzeria, in cui gli espositori hanno mostrato tutte le loro recenti introduzioni di gamma ai numerosi visitatori provenienti da tutto il mondo.
 
33 aziende all’opera
Google e Tesla sono sicuramente tra i più grandi nomi fra le aziende che perseguono l’obiettivo dell’auto a guida autonoma, ma in realtà ci sono una miriade di altre società, costruttori auto e aziende “hi-tech”, che stanno investendo in maniera molto importante nella ricerca e sviluppo dell’auto autonoma.
Le imprese di privati che lavorano sull’auto tecnologica si stanno muovendo per trovare, e raccogliere, fondi e investimenti nel 2016, con le start-up in prima fila in questa corsa.
Con l’aumentare delle aspettative sulla realizzazione di una vettura a guida autonoma ecco che anche le società più grandi hano iniziato a sviluppare dei progetti propri per portare questa tecnologia su strada.
Sulla base della banca dati di CB Insights relativa a investimenti, acquisizioni e partnership, sono state identificate 33 aziende impegnate nello sviluppo di sistemi avanzati di assistenza alla guida e veicoli a guida autonoma. Fanno parte di questa rosa di aziende sia i costruttori auto sia protagonisti dell’industria tecnologica. Tra queste aziende, in ordine alfabetico, citiamo: Apple, Audi, Baidu, BMW, Bosch, DAF, Delphi, Ford, General Motors, Google, Honda, Hyundai, Jaguar Land Rover, Mercedes-Benz, Microsoft, Nissan/Renault, Nvidia, PSA, Tata Elixsi, Tesla, Toyota, Uber, Volkswagen, Volvo e Yutong.
Per ulteriori informazioni: “Le 33 aziende che lavorano sul progetto dell’auto a guida autonoma” su www.notiziariomotoristico.com.
 
La prima auto autonoma? È del 1925!
“Il primo esempio di auto senza conducente è datato 1925, quando l’azienda americana di equipaggiamenti radio Houdina Radio Control, presentò un veicolo radiocontrollato battezzato Linrrican Wonder”, questo è quanto si legge sul sito Wired.it, che ha condiviso un articolo interessante sulla storia della guida autonoma.
L’anno successivo ci fu un esperimento simile a Milwaukee, testimoniato dai quotidiani dell’epoca, che soprannominarono il veicolo Phanton Auto, la “Macchina Fantasma”.
All’Expo di New York del 1939 vennero messi in mostra veicoli radio controllati, alimentati da un campo elettromagnetico. Poi un netto stop, si vocifera a causa della Seconda Guerra Mondiale. L’attività riprese nel 1953 grazie agli esperimenti della RCA Labs di New York in collaborazione con la General Motors, volti a realizzare sistemi di controllo automatizzato della guida attraverso delle serie di circuiti e sensori posti lungo la strada, in grado di controllare acceleratore e freno della macchina, determinando anche la presenza e la velocità di altri veicoli presenti lungo il tragitto. Nel 1958 General Motors presenta un concept della linea Firebird, chiamato Firebird III. La svolta si ha nel 1986 in Germania: un furgone Mercedes-Benz noto come “VaMoRs”.
E l’Italia? È famosa Argo, una Lancia Thema modificata che nel 1998 percorse quasi duemila chilometri in sei giorni (qualcuno potrà ricordarlo come il progetto “Mille Miglia in Automatico”) lungo le strade del nord Italia. Argo riuscì a operare per il 94% del tempo in totale autonomia, utilizzando un sistema di analisi dei dati dell’ambiente esterno, catturati attraverso l’impiego di appena due semplici telecamere in bianco e nero a basso costo.Sempre Broggi ha firmato nel 2010 un esperimento di grande successo, con la sua startup VisLab, riuscendo a far viaggiare un veicolo in completa autonomia da Parma fino a Shangai, per oltre 13.000 chilometri.
 

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Tags: assicurazioni guida autonoma

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