News | 30 Marzo 2020 | Autore: redazione

Riparare auto elettriche e ibride in sicurezza: cosa dice la normativa CEI 11-27

Intervenire su auto ad alimentazione alternativa: come comportarsi? Vediamo cosa dice la normativa CEI 11-27.

La mobilità elettrica rappresenta una realtà da tenere in considerazione e che spinge, oggi ancora senza nessuna urgenza, gli operatori del settore a integrare le proprie competenze per poter operare in totale sicurezza, evitare danni al veicolo e alle persone nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Se arriva in officina o in carrozzeria un veicolo di questo tipo, l’autoriparatore deve sapere che per poter fare manutenzione su auto elettriche e ibride è necessaria una preparazione ad hoc.

Ma prima vediamo qualche numero. In Italia, nel mese di febbraio, sono state immatricolate circa 2.500 auto elettriche con una quota di mercato che si attesta intorno all’1,5% del totale delle immatricolazioni, +900% rispetto alle 253 unità vendute a febbraio dello scorso anno. Una crescita che riguarda anche le ibride plug-in: 1.219 vetture immatricolate a febbraio (erano 269 nello stesso periodo del 2019) con una quota di mercato praticamente raddoppiata (si è passati dal 5,2% di un anno fa all’11% del 2020).

Fonte Dati: elaborazione dati immatricolazioni nel mese di febbraio curata dall’UNRAE, l’associazione a cui aderiscono i produttori stranieri di automobili.

È Carglass®, parte del gruppo Belron®, che racconta questi numeri e richiama l’attenzione su questa tematica. Nella nota ufficiale diffusa, infatti, l’azienda segnala che: “Le auto ibride ed elettriche, a causa dell’alta tensione che le alimenta, richiedono una gestione estremamente cauta per la sicurezza degli automobilisti e degli addetti ai lavori che intervengono per varie ragioni su questi veicoli: dal carro attrezzi e dai vigili del fuoco che agiscono in caso di guasto, incidente o emergenza e a chi lavora nelle officine specializzate e nelle carrozzerie per il loro ripristino”.

In generale, considerata l’elevata pericolosità dovuta all’alta tensione, spiega Carglass®, per poter operare su auto ibride ed elettriche è indispensabile avere contezza della situazione e poter contare su tecnici dotati delle specifiche certificazioni, senza le quali non è neanche possibile accogliere in officina un carro attrezzi che trasporti queste tipologie di auto.

Il D.Lgs. 81/08, infatti, stabilisce che per svolgere lavori elettrici occorra un personale qualificato e informato sui pericoli derivanti dal rischio elettrico, in possesso di tutti i requisiti per svolgere mansioni sotto tensione. La normativa CEI 11-27, di concerto con quanto indicato dal testo unico della sicurezza, ha stabilito tre qualifiche a seconda del grado di competenza:
  1. PEI: è la persona idonea a svolgere ogni tipo di lavoro elettrico, compresi quelli sotto tensione. In officina, ad esempio, è l’unico tecnico che può maneggiare le batterie, sostituendone anche le celle.
  2. PES: è la persona esperta e responsabile dei lavori elettrici, dotata di conoscenze tecnico-teoriche, in grado di analizzare e valutare i rischi derivanti dall'elettricità ed eseguire lavori fuori tensione e in prossimità. Può supervisionare e delegare ma non intervenire sugli impianti elettrici. Il PES è l’unico tecnico che, attraverso un corso specifico, può diventare PEI. È una figura determinante in officina poiché senza la presenza di almeno un PES non è possibile accettare auto elettriche e/o ibride qualunque sia l’intervento da svolgere.
  3. PAV: è la persona avvertita su come evitare i pericoli derivanti dai rischi elettrici. In qualità di persona messa a conoscenza dei rischi elettrici, può svolgere lavori fuori tensione e in prossimità di tensione, a patto che venga istruita, assistita o supervisionata da una PES. In officina è il meccanico a cui il PEI delega alcuni interventi, una volta accertatosi che non vi sia alta tensione.

Photogallery

Tags: carglass auto elettriche

Leggi anche

NEWS | 21/04/2020Auto elettrica in stand by?