
Autocare inaugura il nuovo centro di Mantova trasformando un’apertura locale in un tassello di una strategia nazionale basata su integrazione verticale, digitalizzazione e controllo diretto della capacità produttiva per rispondere a una domanda sempre più variabile e concentrata.
Si è svolta il 12 marzo a Mantova l’apertura di un nuovo centro Autocare, un passaggio che va letto oltre la semplice inaugurazione di una carrozzeria e che racconta una strategia più ampia di costruzione di rete e controllo della capacità produttiva.
Nel corso dell’evento, Renata Zappalà, amministratore delegato di Autocare, ha sottolineato l’intenzione di scalare il modello su scala nazionale, facendo leva su un’esperienza maturata nel tempo all’interno del settore automotive. Un progetto che si appoggia su una struttura organizzativa già definita, con il contributo di Gabriella Luisa, CEO di HSC Italia e proprietaria del brand, Lorenzo Aulisa, contitolare e mente creativa del progetto, e Mario Giagnoni nel ruolo di direttore generale.
Il modello Autocare si presenta come un sistema di servizi integrati che va oltre la carrozzeria tradizionale. L’offerta copre infatti lavorazioni a freddo, riparazione convenzionale, ricondizionamento, gestione cristalli, pneumatici e meccanica, con un posizionamento orientato sia al cliente finale sia a interlocutori strutturati come assicurazioni, flotte, noleggio e gruppi di concessionarie. Una configurazione che riflette una tendenza ormai evidente nella filiera: la necessità di ampliare il perimetro operativo per intercettare volumi e stabilizzare i flussi di lavoro.
Uno degli elementi più caratterizzanti riguarda la gestione dei picchi di domanda, in particolare legati agli eventi grandine. Autocare ha sviluppato una capacità operativa basata su strutture “drive-in” dedicate alla riparazione a freddo, attivate in modo rapido per gestire grandi volumi in tempi ridotti. Nel corso dell’ultimo anno questo modello è stato utilizzato in diverse occasioni, confermando come la variabilità della domanda stia diventando un tema centrale per l’organizzazione delle carrozzerie.
A questo si affianca un’infrastruttura digitale proprietaria, con un gestionale operativo integrato da strumenti di tracciabilità che permettono di monitorare lo stato di avanzamento delle riparazioni. La disponibilità di dashboard sia per il cliente finale sia per i partner B2B introduce un elemento di trasparenza che si sta progressivamente affermando come standard nei rapporti tra filiera e committenza, in particolare nei segmenti assicurativi e flotte.
Il caso di Mantova introduce però un ulteriore livello di lettura. Quando la capacità della rete affiliata non è sufficiente a gestire determinati volumi o complessità, il gruppo interviene direttamente acquisendo strutture sul territorio. È quanto avvenuto nel 2023, sempre in relazione a eventi grandine, e che si inserisce in una logica più ampia di integrazione verticale: non solo coordinare una rete, ma anche presidiare in prima persona nodi produttivi ritenuti strategici.
Questo approccio si estende anche al recupero di carrozzerie in fase di dismissione, che vengono rilevate e riorganizzate secondo gli standard del gruppo. Un modello che intercetta una dinamica reale del mercato italiano, dove il ricambio generazionale e la pressione sui margini stanno portando molte strutture indipendenti a uscire dal settore.
La strategia di sviluppo si articola su più formati operativi - dagli urban store ai centri dedicati alla riparazione a freddo “spot and go”, fino alle carrozzerie tradizionali e ai poli multiservice - e su diversi livelli di appartenenza alla rete, che vanno dalla proprietà diretta al franchising fino all’affiliazione.
Oggi il network conta 182 carrozzerie, con una presenza ancora limitata ma in crescita per quanto riguarda le strutture di proprietà. L’obiettivo dichiarato è arrivare a circa 30 centri controllati direttamente, un numero che, se raggiunto, cambierebbe in modo significativo l’equilibrio tra coordinamento e controllo operativo.
L’apertura di Mantova, quindi, non rappresenta solo un nuovo punto sulla mappa, ma un tassello di una strategia che prova a rispondere a una domanda sempre più instabile e concentrata, mettendo insieme rete, tecnologia e capacità diretta. Un equilibrio che resta complesso, soprattutto in un mercato dove la frammentazione continua a essere la regola e dove il passaggio da rete a sistema industriale è ancora in piena evoluzione.
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