News | 19 October 2026 | Autore: redazione

​IBIS Italia 2026, la riparazione si interroga sul cambiamento

Dal palco della prima edizione italiana di IBIS arriva un invito condiviso: il cambiamento non è responsabilità di un singolo, ma dell’intera filiera della riparazione. Tra reti certificate, nuovi standard per la plastica e intelligenza artificiale, costruttori, assicurazioni e carrozzieri chiamati a fare squadra.


Si è tenuta il 9 e 10 ottobre a Milano Marittima la prima edizione italiana di IBIS Italia, la conferenza internazionale dedicata al mercato della carrozzeria organizzata da IBIS Worldwide, di cui Notiziario Motoristico è stato media partner. Filo conduttore dei lavori, il tema “Connecting Changemakers”.

A dare il via all'evento è stata Suzie Scott, Head of Corporate Sales di IBIS, che si è detta felice di essere in Italia per la prima volta e ha sottolineato come i veri changemaker del mercato fossero presenti in sala. Ha quindi ringraziato i partner e riepilogato i prossimi appuntamenti del calendario IBIS. I lavori sono stati condotti poi condotti da Robert Snook, Conference Director di IBIS, e da Tommaso Caravani di Notiziario Motoristico.

BYD: una rete certificata per presidiare la riparazione

Il punto di vista del costruttore è stato portato da Enea Costa, After Sales Manager di BYD Italia. Il gruppo è attivo nell’automotive dal 2005, è presente in oltre 100 Paesi, occupa il 91° posto nella classifica Fortune Global e può contare su 120.000 ingegneri e oltre 70.000 brevetti. In Italia commercializza 13 modelli, tra elettrici e plug-in, con una quota vicina al 4% raggiunta in due anni, circa 70.000 vetture circolanti e 112 officine autorizzate.

Il nodo è la riparazione: BYD vuole garantire che dopo un incidente la vettura mantenga gli stessi livelli di sicurezza di prima, ma la complessità è cresciuta. Secondo Costa, su circa 13.000 carrozzerie italiane, in un mercato in contrazione, meno del 5% è in grado di gestire oggi auto elettriche. Da qui l’obiettivo di una rete di carrozzerie certificate, meno orientata alla copertura capillare e più al controllo della riparazione, fatta di strutture di altissimo livello e di imprenditori con una visione condivisa. In cambio BYD offre: formazione, accesso a procedure e attrezzature, ricambi originali, supporto tecnico e tecnologia BYD. Non basta essere una buona carrozzeria, per Costa servono visione e investimenti nelle competenze che il mercato richiederà domani. La ricerca di strutture si concentra nelle città metropolitane e nella scelta conta anche la persona.

Assicurazioni: dal risarcimento alla consulenza

Nella tavola rotonda moderata da Silvia Pansini, Fabrizio Pistoia di SARA Assicurazioni ha osservato che l’auto è ormai un computer che cammina: le compagnie devono cambiare approccio, rivedere il processo di liquidazione e smettere di essere passive. Anche il liquidatore diventa un analista di dati, chiamato a saper leggere il report crash.
 
Francesco De Robertis di Groupama ha indicato il passaggio da un modello risarcitorio a uno consulenziale, di vicinanza all’assicurato: all’estero la compagnia è vista come un consulente, in Italia come chi ristora una perdita. L’intelligenza artificiale, inserita in modo etico, ha spiegato, serve a individuare i sinistri più semplici, mentre la relazione tra persone resta centrale. Pistoia ha concordato: processo digitalizzato, ma con l’assicurato al centro e l’aspetto umano come valore aggiunto. De Robertis ha chiuso ricordando che la compagnia deve saper intercettare la necessità del cliente, cioè il sinistro.

Plasnomic: uno standard per la riparazione della plastica

Michael LoPrete, Chief Commercial Officer di 4Plastic Inc, ha illustrato la missione di Plasnomic: unire il settore attorno a standard e certificazioni per la riparazione della plastica allineati alle indicazioni dei costruttori, per interventi più sicuri e meno sostituzioni non necessarie. Per l’Italia l’opportunità sta nel migliorare capacità di riparazione, tracciabilità e riutilizzo responsabile.
 
Roberto Sticca, General Manager di CSN Collision Italia, ha ricordato che la plastica è sempre più presente e costosa: in alcuni casi sostituire resta la scelta migliore, ma la stragrande maggioranza delle riparazioni offre opportunità, e l’Italia sta guidando il percorso.
 
Romeo Melella, CEO di Tecnokar Point, ha ringraziato CSN per aver portato il modello in Italia e ricordato che si certifica quella che per Tecnokar Point è già una prassi: la sua struttura ripara quattro volte su dieci, il che riduce il costo, purché a regola d’arte. Il percorso di certificazione, è stato spiegato, prevede un processo completo che riporta il componente alle condizioni precedenti al danno.

Seconda giornata: AI e produttività in carrozzeria

I lavori del sabato si sono aperti con Alexander Grimm, CEO di Aspaara, che ha spiegato dove i carrozzieri perdono denaro. La sessione puntava a mostrare come l’AI possa snellire le operazioni, migliorare i flussi di lavoro e supportare le decisioni. Grimm ha proposto un modello di team non necessariamente tutto umano, introducendo il concetto di Digital Twin: un assistente virtuale in grado di svolgere parte del lavoro di back office al posto di un impiegato in carne e ossa. Non un’ipotesi, ma una realtà già arrivata anche in alcune carrozzerie italiane.

È poi intervenuto Gary Brench, Assurance Director di Vizion Network, con un intervento dedicato alla sostenibilità come leva competitiva, tra pratiche ESG, innovazione nella riparazione della plastica ed economia circolare. L’ESG, ha spiegato, pur senza ancora standard internazionali rappresenta un’ottima opportunità anche economica: in Regno Unito, ad esempio, le carrozzerie certificate con il metodo ARIES (Accident Repair Industry Environmental Standard) ricevono dalle assicurazioni compensi più alti.

“The Future in Five”: cinque voci per il futuro della carrozzeria italiana

La mattinata si è chiusa con cinque interventi brevi. Alberto Lozza, CEO di Lozza SpA, ha chiesto di integrarsi per affrontare le sfide, a partire dalla ricerca di talenti, e di sapere prima di tutto chi si è, avvertendo che in tre-cinque anni il settore rischia di restare senza operatori.
 
Santiago Malbran, Managing Director di Repairify Italia, ha indicato le inefficienze: manodopera, complessità della riparazione e necessità di trattenere il lavoro in carrozzeria; ha aggiunto il tema dei compensi assicurativi, da affrontare insieme alle compagnie.
 
Davide Cocco, CEO di Cocco Albino e Figli, ha raccontato di aver ereditato in Sardegna una carrozzeria in trasformazione, che lavora soprattutto con privati, e di star approcciando Tesla; ha chiesto di fare squadra per creare marginalità, di non temere gli investimenti in formazione e di educare l’intelligenza artificiale, perché sia il lavoro a essere gestito dalle persone e non viceversa.

Cinzia Carbone, Area Sales Director di Solera, ha ricordato che il cambiamento non è responsabilità di un singolo e che il competitor di una carrozzeria non è un’altra carrozzeria, ma Amazon, Booking, TheFork: bisogna guardare agli altri settori e concordare nuovi standard, chiedendo ai collaboratori cosa si fa come vent’anni fa per smettere di farlo. Chiude Paolo La Vitola, CEO di Autocenter Arese, che sta integrando il proprio DMS con l’AI per riparare tanto, bene e inquinando poco.

Photogallery

Tags: IBIS IBIS Italia

Leggi anche

NEWS | 17/07/2026Nasce IBIS Italia