Opinioni | 11 Giugno 2019 | Autore: Tommaso caravani

​Usato su usato, l’incentivo che fa bene al mercato
Se ne parla dal 2012, ma all’ultimo incontro organizzato da ANIASA per la presentazione dei dati statici sull’andamento delle flotte, il tema è tornato di attualità, grazie anche a una proposta rilanciata da Pierluigi Del Viscovo del Centro Studi Fleet&Mobility. In buona sostanza, Del Viscovo propone di incentivare la rottamazione di auto Euro 0 ed Euro 1 a fronte dell’acquisto di auto usate Euro 5 ed Euro 6.

In Italia, infatti, circolano sulle nostre strade ancora quasi 5 milioni di auto Euro 0 ed Euro 1 (circa il 14% del circolante) e difficilmente il possessore di un auto così vecchia la cambierà per una nuova, anche incentivata. Se poi si considerassero anche incentivi per il passaggio da una classe Euro a una superiore (magari mantenendo il limite minimo all’Euro 5, la cui normativa è stata introdotta oramai nel 2009 per le nuove omologazioni ed è diventata obbligatoria per tutti dal 2011), sicuramente si avrebbe un grande svecchiamento del parco auto italiano, che viaggia oggi su un’età media che sfiora gli 11 anni.
Ma se le flotte hanno a cuore l’incentivazione della vendita di vetture fresche (i noleggiatori sono i più grandi produttori di usato e molta della loro marginalità è data proprio dalla rivendita delle vetture usate), anche l’autoriparazione beneficerebbe di un incentivo così strutturato.
È notorio, infatti, che sia per la riparazione meccanica, sia per quella di carrozzeria, si ha la tendenza ad intervenire maggiormente sulla propria auto quando questa è recente, mentre la manutenzione, ordinaria e straordinaria, cala drasticamente dopo i 10 anni di età del veicolo, non solo in termini di passaggi in officina, ma anche di spesa per intervento.

Quando l’auto ha un valore residuo pari quasi a zero, infatti, nessuno ci spende neanche un euro più del necessario per mantenerla funzionante (spesso anche a discapito della sicurezza).
Chi poi ha un’auto con più di 10 anni, che oramai vale magari meno di 1.000 euro, anche di fronte agli incentivi statali (gli ultimi per la verità davvero poco efficaci), difficilmente sceglierà un’auto nuova (la differenza di prezzo è troppo alta) e punterà invece su un altro usato, magari solo un poco più recente e su cui spendere comunque poco.
Negli ultimi anni, però, le auto hanno fatto passi da gigante in termini di sicurezza ed emissioni e questo è innegabile, nonostante le polemiche sull’Euro 6 A, B, C o D (per comprendere le quali effettivamente servirebbe un corso di studi avanzato). Auto più evolute che hanno bisogno di una assistenza più qualificata e preparata.

Per questo tutto il mondo professionale dell’autoriparazione dovrebbe sposare questa causa e spingere i governi a ripensare incentivi che privilegiano solo le case automobilistiche, anche perché, l’incentivo all’usato sicuramente rimetterebbe in moto i passaggi di proprietà e farebbe da volano anche alla vendita di auto nuove.

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