Opinioni | 18 Ottobre 2023 | Autore: Tommaso Caravani

​Addio al generalista?
Quello che sta succedendo nel mondo automotive lascia intravedere un pezzettino di futuro di come potrebbe essere l’autoriparazione del futuro.
 
In passato abbiamo sempre più assistito, da un punto di vista legislativo e pratico, a un accorpamento delle specializzazioni. Figure come il radiatorista, il pompista, l’elettrauto sono finite nel grande calderone del meccatronico assieme ai meccanici; in carrozzeria le varie specializzazioni, lattoneria, attacco stacco (o smontaggio e rimontaggio che mi pare più adeguato) e verniciatura, fanno parte della stessa categoria; mentre il settore pneumatici si sta sempre più avvicinando agli altri due e tutti concorrono alla creazione di un’unica figura dell’autoriparatore multiservizi.
 
Ma sarà veramente così? Sicuramente le strutture tendono a concentrarsi, ma le figure professionali? Questa riflessione nasce da una considerazione semplice che parte da come funziona il caso di Tesla.
Questo veicolo, non essendo immatricolato come mezzo a motore endotermico, non ha una presa Eobd (cioè il connettore che permette di interfacciarsi con le centraline) per una questione burocratica: l’accesso all’elettronica del veicolo è infatti regolamentato dalle normative Euro (uno, due e via fino a sei), perché il Legislatore ha previsto che questo accesso sia dovuto solo per questioni inerenti le emissioni.
 
Ma allora come si interviene sulle centraline Tesla? Semplice: dal monitor di bordo, dove ogni sistema viene sbloccato in funzione dei corsi che si sono frequentati.
Certo, si dirà, Tesla è un caso limite, ma la Comunità Europea sta arrivando alla conclusione di quello che sarà il percorso di autenticazione dell’autoriparatore, probabilmente tramite il Sermi (una sorta di spid che permette di sapere quale autoriparatore ha fatto quale operazione per tracciare gli interventi avvenuti su un veicolo).
 
Ma se l’autoriparatore è identificato, il passaggio conseguenziale potrebbe essere quello di dimostrare se ha i requisiti per lavorare su un determinato impianto. Ecco allora che non diventa così pellegrino immaginare un futuro in cui un autoriparatore sarà specializzato su un unico impianto (per esempio il frenante o l’illuminazione) per tutti i vari marchi di automobili. Si tratta ancora di fantascienza, ma iniziare a pensarci è un modo per non farsi trovare impreparati.

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