b.jpg)
Tra crisi globali e trasformazioni tecnologiche, il settore automotive appare sempre più complesso e incerto. Eppure continua a resistere e adattarsi, come racconta l’editoriale di Tommaso Caravani.
C’è una ragione per cui, leggendo i social e parlando con molte persone del settore, ci si trova spesso davanti a una sequenza di affermazioni negative sul futuro dell’automotive e, più in generale, dell’umanità. Sull’umanità possiamo fare poco; sul settore, invece, vale la pena soffermarsi un momento sulle tensioni.
Cerco di riassumere le ragioni del pessimismo: crisi internazionali, dazi, guerra, disaffezionamento dal prodotto auto, arrivo sempre più pervasivo della guida autonoma (che vuol dire ADAS ed elettronica sempre più presente), elettrificazione, auto connessa, circolante che invecchia, burocrazia italiana, burocrazia europea, aggressività delle case automobilistiche sull’aftersales, aggressività delle compagnie assicurative sui risarcimenti, crescita di soggetti privati che posseggono flotte importanti (leggi alla voce autonoleggi), crescita di società di intermediazione delle riparazioni e della manutenzione, Giove pluvio che ha deciso di non far più grandinare, il web che informa i clienti, clienti sempre più informati e allo stesso tempo più difficili da gestire, i social media, l’intelligenza artificiale che cambierà il lavoro, la carenza di ricambi, l’aumento dei prezzi da parte di fornitori non sempre allineati, eccetera eccetera.
Le doglianze del nostro settore sono sempre di più, e invito chiunque a divertirsi a completare l’elenco: è probabile che manchi ancora qualcosa.
Eppure lavorare nell’automotive non è mai stato semplice, e forse il motivo per cui ancora oggi molti artigiani e professionisti continuano a farlo è proprio questo: il settore, nel tempo, ha dimostrato di saper reagire a difficoltà anche profonde.
In fondo, se nessuno sapesse gestire queste criticità, chiunque potrebbe entrare nel mercato. La storia dimostra invece che, molto spesso, chi ci ha provato è rimasto con il cerino in mano.
Roseo o meno, il futuro resta lo stesso di sempre: complicato abbastanza da scoraggiare molti, ma non tutti.

c.jpg)