Opinioni | 02 Luglio 2019 | Autore: Tommaso caravani

Opposti che si attraggono
Sul numero di luglio di Notiziario Motoristico troverete due visioni diametralmente opposte di quello che potrebbe essere il futuro dell’autoriparazione. Da una parte SIFÀ, flotta di noleggio che punta sempre più sul controllo dei processi riparativi, dall’altra Carglass® che invece vuole proporsi come provider per gli stessi servizi.

La differenza di visione è così lontana eppure così vicina da avermi fatto riflettere.
Due grandi aziende, infatti, indipendentemente se esternalizzando o facendolo in casa, pensano che il futuro dell’autoriparazione passi necessariamente per una “gestione” e che i sinistri necessitino comunque di centralizzazione e controllo.

Si dirà, nulla di nuovo sotto il sole, ma non è così. Perché da destra a sinistra chiunque abbia a che fare con il mondo della riparazione in maniera professionale, siano esse compagnie, flotte di noleggio o private, sta iniziando a cambiare i propri processi interni per evitare costi nascosti.
Il cambiamento, che questa attività avrà sul mercato, si lega a doppio filo con la necessità di poter gestire servizi centralizzati.
Se una flotta come SIFÀ costruirà al suo interno una centrale di authority, altri opteranno per avere soluzioni chiavi in mano. In ogni caso una cosa è certa: le condizioni andranno livellandosi sul territorio e nessuno sarà più disposto a trattare con ogni singolo autoriparatore.

Finché ci sarà un eccesso di offerta riparativa non si avrà la possibilità di uscire da questa tendenza. Poi, ovviamente, resta un mercato tradizionale, fatto di auto pre Euro 5, che conta ancora parecchi milioni di mezzi, ma questo non vuol dire che le riparazioni di questi veicoli siano altrettanto remunerative, né che vengano effettuate.

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