Opinioni | 01 Febbraio 2019 | Autore: Tommaso Caravani

​Inscatolati neri
La riforma del settore assicurativo, nella fattispecie quella della RC auto, si conferma una delle attività più complesse per qualsiasi Governo.
L’ultima puntata di una telenovela, che sembra non conoscere fine, riguarda gli sconti che l’assicurazione dovrebbe praticare agli automobilisti, promessi oramai trasversalmente, che decidano di installare una scatola nera.

La norma per regolamentare questi sconti doveva essere contenuta nel recentissimo Decreto Semplificazioni, ma è saltata all’ultimo momento.
Al di là di questo ennesimo rimando a decisioni future, quello che lascia perplessi è la metodologia di approccio della politica a tutto il comparto assicurativo: piccoli passi senza mai entrare nel merito.

Così se lo scorso anno è passata la legge sulla concorrenza, che stabiliva la legittimità degli automobilisti per far riparare l’auto dal proprio carrozziere di fiducia, ci si è poi è dimenticati di normare cosa significhi una riparazione “a regola d’arte”.
Si decide che dovranno esserci degli sconti sulle RC auto a fronte dell’installazione di una scatola nera, ma ci si dimentica che ormai da tempo immemore manca ancora l’attuazione del “contratto base” (introdotto nel 2012, non ieri) per determinare a quanto ammonti realmente lo sconto.

Una situazione paradossale, che lascia sospesi in un eterno limbo qualche milione di automobilisti e qualche migliaio di autoriparatori.

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