
La crescente complessità dei sistemi di illuminazione rende fondamentale verificare tecnologia, configurazione, codice OEM e compatibilità prima di ordinare il ricambio.
La sostituzione di un faro anteriore può sembrare un intervento relativamente semplice: si identifica il modello dell'auto, si cerca il ricambio corrispondente e si procede al montaggio. In realtà, soprattutto sulle vetture più recenti, individuare il componente corretto richiede una verifica più accurata.
Uno stesso modello di automobile può infatti essere stato prodotto con differenti sistemi di illuminazione, varianti introdotte con il restyling, configurazioni specifiche per determinati allestimenti e componenti elettronici differenti. Due fari esteticamente quasi identici possono quindi avere caratteristiche e codici diversi e non essere intercambiabili.
Per ricambisti, carrozzieri e automobilisti diventa quindi fondamentale conoscere gli elementi da verificare prima dell'acquisto.
Alogeno, Xenon, LED e Matrix LED: non cambia soltanto la sorgente luminosa
La prima distinzione riguarda la tecnologia utilizzata dal veicolo.I fari alogeni rappresentano la soluzione tradizionale. La sorgente luminosa è costituita da una lampadina sostituibile e il sistema è generalmente meno complesso dal punto di vista elettronico rispetto alle tecnologie più recenti.
Con i fari Xenon cambia il principio di funzionamento. La sorgente a scarica necessita di componenti specifici e il gruppo ottico può essere associato a centraline e sistemi di regolazione dedicati.
L'introduzione dei fari LED ha ulteriormente modificato l'architettura dei gruppi ottici. In molte applicazioni i LED non devono essere considerati semplicemente come l'equivalente moderno di una lampadina: moduli LED, elettronica di controllo e gruppo ottico possono costituire un sistema integrato.
I sistemi Matrix LED aggiungono un ulteriore livello di complessità, perché consentono una gestione più articolata della distribuzione del fascio luminoso. A seconda della vettura, il sistema può lavorare insieme ad altri dispositivi e centraline del veicolo.
Di conseguenza, nella ricerca di un ricambio non è sufficiente stabilire che una determinata automobile “ha i fari LED”: occorre identificare l'esatta configurazione prevista per quella vettura.
Modello e anno non sempre bastano
Uno degli errori più frequenti consiste nel ricercare il faro esclusivamente attraverso marca, modello e anno di immatricolazione. Sono informazioni fondamentali, ma non sempre sufficienti.Durante il ciclo commerciale di un'automobile il costruttore può introdurre un restyling che modifica il disegno dei gruppi ottici, i connettori o altre caratteristiche del sistema. Possono inoltre coesistere, nello stesso periodo, versioni alogene e LED oppure configurazioni differenti in funzione dell'allestimento.
Prima di ordinare un faro è quindi opportuno verificare:
• anno e periodo di produzione del veicolo;
• versione pre-restyling o restyling;
• allestimento;
• lato destro o sinistro;
• tecnologia alogena, Xenon, LED o Matrix LED;
• presenza di DRL o altre funzioni integrate;
• eventuale sistema adattivo;
• presenza o meno di centraline e moduli;
• tipo di connettore;
• codice del componente originale.
Queste verifiche diventano particolarmente importanti sulle vetture disponibili con numerose configurazioni di illuminazione.
AFS, DRL, centraline e moduli: cosa controllare
Un'altra fonte di errore è considerare il gruppo ottico come un componente completamente indipendente dall'elettronica della vettura.Le DRL (Daytime Running Lights), cioè le luci di marcia diurna, possono essere integrate nel gruppo ottico. Nei sistemi più evoluti possono inoltre essere presenti moduli LED, dispositivi di regolazione e centraline.
Un caso ancora più specifico riguarda i sistemi AFS (Adaptive Front-lighting System), nei quali l'illuminazione anteriore può adattare il proprio funzionamento alle condizioni previste dal sistema.
Quando si sostituisce un gruppo ottico di questo tipo è quindi importante verificare non soltanto la forma esterna del faro, ma anche quali componenti siano compresi nel ricambio e quali debbano eventualmente essere trasferiti dal faro originale.
La fotografia del prodotto, da sola, non è un criterio sufficiente per stabilire la compatibilità.
Il codice OEM come riferimento
Uno degli strumenti più utili per identificare un ricambio è il codice OEM associato al componente originale.Confrontare il codice presente sul faro installato con i riferimenti indicati per il ricambio permette di restringere notevolmente il campo e di distinguere varianti che esteticamente possono apparire molto simili.
Anche in questo caso il controllo deve essere effettuato con attenzione: un modello può avere più riferimenti nel corso della propria produzione oppure codici sostituiti nel tempo.
Quando il riferimento OEM non è disponibile o permane un dubbio sulla configurazione, un'ulteriore verifica può essere effettuata attraverso il VIN, il numero di telaio del veicolo, che permette di identificare con maggiore precisione la versione sulla quale si sta intervenendo.
Aftermarket non significa adattare un faro diverso
Il concetto di ricambio aftermarket viene talvolta interpretato in modo errato.La scelta di un componente aftermarket non elimina la necessità di rispettare la configurazione prevista per il veicolo. Il ricambio deve essere individuato in funzione della specifica applicazione e delle caratteristiche tecniche richieste.
Questo aspetto è particolarmente importante per i dispositivi di illuminazione, soggetti a specifici requisiti di omologazione e installazione.
Non è quindi corretto presumere, per esempio, che un faro alogeno possa essere sostituito automaticamente con una versione LED semplicemente perché destinata allo stesso modello di automobile.
Gli errori più frequenti nella scelta del faro
Gran parte degli errori di acquisto nasce da pochi controlli mancanti.Il primo è confondere l'anno di immatricolazione con il periodo effettivo di produzione della vettura. Un'auto immatricolata dopo l'introduzione di un restyling potrebbe, in alcuni casi, appartenere ancora alla configurazione precedente.
Un altro errore riguarda il lato del veicolo. Nei cataloghi di ricambi, destro e sinistro vengono normalmente identificati considerando la posizione di chi è seduto all'interno dell'automobile e guarda in avanti.
Poi ci sono le differenze meno evidenti: con o senza motore di regolazione, con o senza centralina, con DRL differenti, con sistema adattivo oppure con connettori diversi.
Infine, è rischioso scegliere esclusivamente confrontando le fotografie. Due gruppi ottici possono essere molto simili nella parte visibile e differire posteriormente proprio nei collegamenti e nei componenti necessari al funzionamento.
Una verifica prima dell'ordine può evitare costi successivi
Per un professionista della riparazione, ordinare un faro non compatibile significa non soltanto gestire un reso, ma potenzialmente ritardare la riconsegna dell'automobile e impegnare nuovamente personale e logistica.Per questo una corretta identificazione del ricambio dovrebbe precedere l'ordine.
Un catalogo organizzato per marca, modello e anno rappresenta il primo livello di ricerca; successivamente è opportuno verificare tecnologia, allestimento, OEM e, quando necessario, VIN.
Per aiutare nella fase di identificazione, Costautoricambi ha realizzato un approfondimento dedicato ai fari e fanali auto aftermarket, con indicazioni sulle principali tecnologie e sui controlli di compatibilità da effettuare prima dell'acquisto.
La crescente diffusione di LED, sistemi adattivi e soluzioni Matrix LED rende infatti l'illuminazione automotive sempre più evoluta. Parallelamente, anche l'identificazione del ricambio richiede maggiore precisione: il modello dell'auto resta il punto di partenza, ma tecnologia, configurazione e codice del componente sono ciò che permette di arrivare al ricambio corretto.
Costauto S.r.l.
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