Approfondimenti | 15 Aprile 2015 | Autore: Redazione

Stucchi al poliestere: evitare gli sprechi con lo stucco

La stuccatura è una delle fasi cruciali di qualsiasi lavoro di verniciatura in carrozzeria: un uso scorretto di questo prodotto può comportare gravi difetti al lavoro finito, per questo è importante imparare a conoscerli.

Spesso si sottovaluta la scelta dello stucco, dalla tipologia alle corrette quantità di catalizzatore (problema facilmente risolvibile con l’utilizzo della cartuccia e di un dosatore). Tuttavia benché si tratti sempre di stucco poliestere è bene conoscere le differenze che intercorrono tra le varie formulazioni: i tradizionali e i leggeri. Vediamo nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Conosciamo lo stucco poliestere
Lo stucco poliestere può essere formulato sia allo stato pastoso sia allo stato semi denso e la sua composizione comprende generalmente resine poliestere insature, cariche minerali, pigmenti e additivi. Negli anni lo stucco poliestere ha avuto notevoli evoluzioni dovute ai diversi tipi di supporto utilizzati in ambito automobilistico per la realizzazione dell’auto: dal ferro al lamierato zincato, dall’alluminio alle plastiche. Un altro motivo per il quale lo stucco poliestere ha dovuto aggiornare le materie prime e le formulazioni, è stato l’avvento di lampade infrarossi, pannelli endotermici, ecc., che hanno reso necessaria una maggiore resistenza alle sollecitazioni termiche. Ogni tipo di stucco prodotto risponde a delle particolari caratteristiche fisico-chimiche che lo contraddistinguono: peso specifico, finezza, consistenza, potlife (tempo di reazione), tempo di normalizzazione, flessibilità, durezza, adesività, resistenza agli shock termici, lavorabilità (spatolabilità), carteggiatura e stabilità. Tutti questi punti fanno sì che lo stucco sia il prodotto più difficile a livello produttivo, di fondi, trasparenti, ecc. Lo stucco in sostanza è uno dei prodotti più tecnologici in carrozzeria, anche se spesso non si ha la percezione della sua complessità. La giusta scelta delle resine poliestere in produzione determina uno stucco più o meno elastico, quindi più o meno carteggiabile. Le cariche minerali che sono l’elemento riempitivo servono a dare corpo all’impasto generando ulteriori proprietà specifiche come: assorbimenti, durezza e carteggiatura. I pigmenti infine forniscono le varie colorazioni ma non influiscono sul prodotto.

Lo stucco giusto al momento giusto
In fase di scelta dello stucco, quindi, diventa fondamentale conoscere queste caratteristiche per migliorare la resa nella lavorazione. Ad esempio uno stucco al poliestere tradizionale ha un peso specifico di 1,8/1,9 perché è realizzato con cariche minerali pesanti (come la barite, il carbonato di calcio, eccetera) mentre uno stucco leggero ha un peso specifico di 1,1/1,2. Quindi in generale si posiziona meno peso sul pannello, così come lo stucco leggero è più facilmente carteggiabile partendo con grane più fini (direttamente 120/150 eliminando di fatto 1-2 passaggi). Spesso lo stucco leggero dà l’impressione di calare più rapidamente ma si tratta, appunto, solo di un’impressione. Per gli stucchi acrilici con microsfere, in realtà, è vero il contrario, perché hanno un minor assorbimento.

Plastica con fibra o senza fibra
Le differenze principali degli stucchi al poliestere per la plastica sono fondamentalmente due: con fibra e senza. La prima garantisce una maggiore struttura a discapito di una maggiore lavorabilità, viceversa quelli senza fibra sono maggiormente lavorabili e permettono di entrare in tutta la porosità delle plastiche e nelle micro rigature.

AZZERAMENTO PERFETTO
In carrozzeria, alla base di un lavoro con il risultato ottimale, dopo la lattoneria, c’è la preparazione del pezzo prima della stuccatura: l’azzeramento tra ferro e le vecchie applicazioni, la stuccatura nel posto esatto, con più o meno stucco, la carteggiatura con giuste grane abrasive. Ad esempio: per una stuccattura di poco spessore si può partire con P.150 e rifinire con P.240 e poi dare il fondo. Su spessori più importanti dipende dal tipo di stucco utilizzato, perché nel caso di uno stucco tradizionale, si può partire con una P.80 per sgrossare e rifinire, mentre nel caso di uno stucco al poliestere leggero si può partire direttamente con una P.120 e rifinire con P.220. Il fondo non deve sostituire lo stucco negli spessori, deve equalizzare e isolare il poliestere dalla vernice. Non dimentichiamo infatti che gli stucchi poliestere devono essere sempre isolati da un primer o da un fondo prima di essere verniciati perché i poliesteri sono materiali assorbenti che temono l’umidità.



Gli stucchi con fibra hanno annegate nella mescola fibre di vetro che si saldano con l’essiccamento creando un supporto strutturale alla parte riparata (nella foto un particolare dello stucco Masticplast di Roberlo con fibre fino a 6 mm).

CHI E' ROBERLO ABRASTUK
Fondata nel 1968, Roberlo è presente in oltre 100 paesi del mondo nei settori del car refinish, fai da te e nautico. In Italia, l’azienda è presente direttamente con Roberlo Abrastuk, che si occupa della distribuzione in tutta Italia attraverso la vendita diretta e una rete di oltre 300 distributori. Vengono inoltre eseguiti dei corsi tecnici che, negli ultimi 9 mesi del 2014, hanno coinvolto oltre 150 persone. La chimica Roberlo fa continue evoluzioni attraverso un processo di sviluppo costante per migliorare e ottimizzare i costi in carrozzeria con la mission di portare il carrozziere a divenire un pregiato professionista e non più solo un piccolo artigiano.


 

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