News | 07 Aprile 2020 | Autore: redazione

Ricerca Deloitte: la guida autonoma convince gli italiani

Italiani sempre più propensi alla guida autonoma? Sembrerebbe di sì secondo una ricerca condotta da Deloitte.
 

Se il resto del mondo sembra essere meno interessato verso la connettività e la guida autonoma, in Italia si verifica il contrario: cresce l’interesse degli italiani nei confronti delle auto a guida autonoma. C’è un però: sono poco propensi “ad aprire il portafoglio”.
Cresce anche la preferenza degli italiani per la mobilità ecologica (71%), ma restano dubbi sulle performance delle batterie.

È questo, in sintesi, il quadro che è emerso dal Global Automotive Consumer Study 2020, una ricerca condotta da Deloitte su oltre 35.000 consumatori in 20 paesi nel mondo.

Facciamo, dunque, il punto della situazione e vediamo più in dettaglio i dati diffusi da Deloitte.
 

Guida autonoma e connettività: gli italiani sono fiduciosi

Sebbene a livello globale i consumatori esprimano ancora forti perplessità, principalmente legate a tematiche di privacy e sicurezza, il mercato italiano si muove in controtendenza sulla tecnologia AV (Autonomous Vehicles): infatti, solo il 25% dei rispondenti ritiene che non sia sicura.

Un dato in costante calo rispetto alle precedenti edizioni del Global Automotive Consumer Study, ma anche nettamente più basso rispetto a Paesi come Stati Uniti (48%), Giappone (47%) e Germania (45%).

Tuttavia, nel nostro paese come negli altri mercati analizzati, il fattore prezzo rimane cruciale nelle decisioni di acquisto dei veicoli. Infatti, il 26% degli italiani non è disposto a corrispondere un “premium price” per usufruire della tecnologia a guida autonoma, mentre il 33% pagherebbe al massimo 400 euro.

Analogamente, il 26% dei consumatori italiani dichiara di non essere disposto a spendere di più per un’auto in grado di comunicare con altri veicoli e con le infrastrutture pubbliche per migliorare la sicurezza stradale.
 

La mobilità elettrica piace

Sebbene al momento i volumi del mercato ibrido/elettrico restino ancora limitati, continua la ricerca, i progressi tecnologici che impattano sul miglioramento dei loro sistemi di alimentazione (in termini di autonomia, affidabilità e prestazioni) evidenziano notevoli potenzialità in prospettiva futura.

Secondo lo studio di Deloitte, emerge in tutti i paesi occidentali un forte e crescente interesse verso una mobilità più ecologica. Anche in Italia, il trend dei veicoli ibridi/elettrici continua a crescere: la preferenza dei consumatori per i motori ibridi/elettrici sale al 71%, in netto aumento rispetto al 58% di un anno fa.

Tuttavia, continua Deloitte, per assistere a una definitiva affermazione delle auto elettriche sul mercato, gli OEM dovranno alleviare i timori dei consumatori sull’affidabilità e sulla durata delle batterie:
  • La maggior parte degli italiani (57%) si aspetta un’autonomia della batteria di circa 500 km, benché mediamente percorra soltanto 43km al giorno;
  • Quasi 1 italiano su 2 (45%) sarebbe disposto ad attendere 30 minuti (o più) per la ricarica completa di una batteria elettrica, mentre una quota limitata (15%) prevede un’attesa inferiore ai 10 minuti.
Anche la scarsità delle infrastrutture di ricarica delle batterie nel territorio è una questione che preoccupa la maggior parte dei consumatori italiani, secondo i quali la creazione dell’infrastruttura e delle stazioni di ricarica per i veicoli elettrici spetta anzitutto alle compagnie elettriche (39%), seguite da enti pubblici (30%) e solo in via residuale dagli OEM (19%).

“È importante notare come i consumatori italiani si dimostrino particolarmente sensibili alle tematiche ambientali” – conclude Giorgio Barbieri, Partner Deloitte e responsabile italiano per il settore Automotive – “Per il terzo anno consecutivo, infatti, nel nostro paese continua a crescere la preferenza nei confronti della mobilità ibrida/elettrica, a discapito dei carburanti tradizionali che perdono sempre più terreno. Alla base di questo trend vi è anzitutto la consapevolezza di poter contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale, prima ancora delle tematiche economiche legate ai risparmi di costo e ai vantaggi fiscali. Gli OEM devono pertanto dimostrarsi in grado di intercettare questa nuova sensibilità del mercato e cogliere le opportunità che ne possono derivare sia sotto il profilo delle vendite che del posizionamento e dell’immagine agli occhi dei clienti. A questo proposito, sarà cruciale che player privati ed istituzioni pubbliche riflettano su una partnership strategica finalizzata al potenziamento delle infrastrutture di ricarica, le quali costituiscono la principale preoccupazione per gli acquirenti di veicoli elettrici”.
 
 
 

Photogallery

Tags: guida autonoma deloitte

Leggi anche

NEWS | 21/04/2020Auto elettrica in stand by?