News | 11 Marzo 2026 | Autore: Alessandro Margiacchi

Car Service Day 2026: “Carrobòtica”, una nuova era è iniziata

Robotica, organizzazione e visione industriale: i temi al centro dell'edizione 2026 del Car Service Day, che ha riunito a Bologna operatori, esperti e manager per tracciare il futuro della carrozzeria. Ma il viaggio continua: appuntamento a Bologna il il prossimo anno con la quarta edizione!
 

Si è tenuta lo scorso 12 febbraio a Bologna, presso lo Zanhotel & Meeting Centergross, la nuova edizione del Car Service Day, l'appuntamento annuale organizzato da Notiziario Motoristico e Carrozzeria Autorizzata e dedicato al mondo della carrozzeria e dell'autoriparazione.
Il tema guida di quest'anno - “Carròbotica, la nuova era della carrozzeria” - ha tracciato con chiarezza la direzione: la carrozzeria è entrata in una nuova fase, quella industriale, e la robotica ne è il motore principale.


Una mattina tra tecnologia e realtà operativa

Ad aprire i lavori è stato Tommaso Caravani di Notiziario Motoristico, che ha inquadrato il tema dell'edizione 2026 all'interno della più ampia trasformazione industriale che il settore sta vivendo, offrendo una lettura editoriale lucida e orientata al futuro.

A seguire, Fabrizio Ventura, consulente Inlumia, ha affrontato il tema con approccio pratico: prima di investire in robotica, ha sottolineato, è indispensabile che la carrozzeria si organizzi internamente. Competenze, layout, processi e formazione del personale sono i prerequisiti fondamentali per affrontare l'automazione in modo concreto e sostenibile.

Il confronto si è poi animato con una tavola rotonda che ha messo insieme tre voci complementari del mondo della robotica applicata alla carrozzeria. 

L'ingegner Simone Franchini di Polin-AC ha portato la prospettiva di chi già opera con sistemi automatizzati, sottolineando come la robotica richieda competenze di tipo informatico e rappresenti al tempo stesso uno strumento potente per attrarre i giovani verso il settore. Non una spesa, quindi, ma un investimento strategico per chi ha visione e sa rinnovarsi.

Giovanni Giroldi di CO.vE.a. ha aggiunto la prospettiva di chi importa e distribuisce impianti per la carroverniciatura. Al crescente interesse del mercato deve corrispondere, ha rimarcato, un'evoluzione culturale da parte di chi questi strumenti li utilizza ogni giorno. Strutturare l'azienda affinché la tecnologia si integri davvero nei processi esistenti è la vera sfida, indipendentemente dalle dimensioni della carrozzeria.

A chiudere la tavola rotonda Cristian Marini di Car Color / PaintGo Italy, che ha condiviso l'esperienza diretta dell'introduzione del robot in carrozzeria sul territorio italiano, avviata a marzo dell'anno scorso con il primo impianto installato ad agosto. Marini ha poi annunciato l'avvio del primo campus robotico al mondo dedicato ai carrozzieri, convinto che attrarre profili giovani e senza abitudini consolidate sia la chiave per far funzionare al meglio la nuova tecnologia.

La mattinata si è poi conclusa con le testimonianze di due realtà che hanno già integrato la robotica nei propri processi. Michele Cristiano, board member di Autosicura, ha raccontato come l'azienda abbia affrontato l'inserimento del nuovo sistema, partendo dalla ricerca di uno strumento capace di affiancare l'operatore e rispondere alla carenza di manodopera specializzata.
Autosicura ha scelto il sistema robotizzato di verniciatura PaintGo di Cristian Marini, a conferma di come le soluzioni presentate durante la giornata trovino già applicazione concreta nelle carrozzerie italiane.

Roberto Roldo di Roldo & Carrozzeria Verona ha chiuso la sessione portando la propria esperienza diretta: anche la sua carrozzeria ha integrato un sistema robotico, scegliendo Boticelli, il primo progetto robotico di Polin-AC. L'avvicinamento alla robotica, ha spiegato, è nato da tre spinte precise: la curiosità di capire come funzionasse la tecnologia, la necessità concreta di automatizzare alcune fasi manuali e il problema sociale della carenza di manodopera. "Non attiriamo più curiosi", ha detto con franchezza, sottolineando come oggi migliorare i processi non sia più un'opzione, ma una risposta obbligata a un mercato che cambia.

Il pomeriggio: dati, processi e strategie

Ripresa la sessione pomeridiana, Michele Romagnoli, CEO di TiAssisto24, ha spostato l'attenzione sul ruolo dei dati e dell'intelligenza artificiale nella gestione del sinistro. La carrozzeria, ha argomentato, merita di essere elevata al rango di azienda strutturata ad alto livello: la tecnologia deve potenziare le persone, non sostituirle, e ogni impresa del settore dovrebbe dotarsi degli strumenti per razionalizzare i processi e valorizzare le figure chiave, senza dimenticare il rilevante ruolo sociale che le carrozzerie svolgono sul territorio.

È stato poi il turno di Massimiliano Pardi, partner & senior consultant di Methodos Consulting, che ha approfondito il tema dell'organizzazione e della gestione del cambiamento. Il salto da una logica artigianale a una industriale richiede un cambio di mentalità prima ancora che di strumenti: l'imprenditore deve assumere un ruolo manageriale, governare i processi, costruire una squadra e ragionare in modo strategico.
L'automazione, ha ricordato, riduce la variabilità, diminuisce la dipendenza da singoli profili e impone una standardizzazione del linguaggio con tutti i player della filiera: dai costruttori ai dealer, dalle assicurazioni alle reti.

Piero Fornaro, aftersales development & security manager di Penske Automotive Group Italy, ha portato invece la prospettiva di un grande gruppo internazionale sull'evoluzione del servizio e delle reti di carrozzeria. Fornaro ha illustrato la strategia del gruppo, che gestisce internamente i danni più importanti e sta strutturando sul territorio bolognese una rete di carrozzerie fiduciarie, sottolineando quanto affidabilità e fedeltà dei partner esterni restino elementi ancora critici nel settore.

A chiudere i lavori, Luigi Fabbri, socio e membro del CDA di Lozza Spa, ha condiviso un percorso di crescita costruito in oltre vent'anni, partendo da una struttura service completa fino ad arrivare a nove centri operativi e tre carrozzerie. Fabbri ha illustrato i criteri con cui l'azienda decide cosa internalizzare e cosa delegare, l'importanza di un business plan preciso e la convinzione che restare piccoli significhi, oggi, essere schiacciati dal mercato.

La direzione è tracciata

Il Car Service Day 2026 ha confermato una tendenza chiara: l'automazione è in arrivo, e le carrozzerie che sapranno strutturarsi in anticipo, organizzando i processi, formando le persone e adottando una mentalità più industriale, saranno quelle che faranno la differenza nei prossimi anni.
Gli MSO, infatti, diventeranno sempre più presenti. La complessità aumenterà.
La domanda perciò non è se cambiare. La domanda è quando e con quale strategia. La carrozzeria del futuro sarà sempre più un’azienda organizzata, strutturata e capace di governare i processi. E chi saprà farlo per primo, guiderà il mercato...


Un ringraziamento speciale a tutti i nostri sponsor, il cui supporto rende possibile il Car Service Day, e a tutti i partecipanti, la cui presenza e contributo rendono questa giornata ricca di contenuti, spunti e confronto costruttivo.

 

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Tags: Car Service Day

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