Approfondimenti | 08 Giugno 2015 | Autore: Tommaso Caravani

Perché i ricambi di carrozzeria sono cari?

Poca concorrenza, un'Europa divisa e sempre più tecnologia: ecco i motivi del caro ricambi di carrozzeria
 

Parlando con molti carrozzieri mi è stato fatto spesso presente che i prezzi dei ricambi per la carrozzeria sono cari. È vero, inutile negarlo e il perché non può essere ridotto a un singolo motivo, perché dipende dal ricambio e, sopratutto, dal modello di auto. Ma andiamo con ordine.

Se prendete il filtro olio di un'auto qualunque, per quanto tecnologico possa essere, con molle, setti filtranti e parti plastiche, il suo prezzo (di listino) difficilmente supera qualche decina di Euro. Per fare un esempio, quello di una BMW Serie 5 «F11» Touring - 520i 2.0 costa appena 15,78 Euro, (fonte: AutoriparazioneAutorizzata in data 8 giugno 2015), perché allora una modanatura del parabrezza della stessa auto (che seppur complesso è un ricambio con molta meno tecnologia) costa ben 125,64 Euro? E che dire del vetro standard dello specchietto a ben 106,56 Euro? Comunque poco se si pensa che chi rompe il vetro con antiabbagliante dovrà scucire 320,93 Euro, iva esclusa, ovviamente.
 
I ricambi per una BMW Serie 5 «F11» Touring - 520i 2.0 variano notevolmente di prezzo a seconda che si tratti di meccanica o carrozzeria


Per chi poi dovesse rompere un faro c'è da divertirsi: si va dai 1.074,54 del Bi-xenon fino ai 1.273,59 dell'adattivo a led. Tutti prezzi di ricambi originali così come li pubblica casa auto.
Abbiamo preso dei ricambi a caso, ma su tutti i ricambi di carrozzeria il fenomeno è più o meno lo stesso: i ricambi di carrozzeria costano tanto, ma le ragioni sono differenti. Ogni tipo di ricambio ha infatti una sua storia che va studiata separatamente dalle altre per essere compresa, e allora partiamo dai lamierati.


La clausola di riparazione e la mancanza di concorrenza sui lamierati

Una delle prime motivazioni è che, non in tutta Europa è possibile vendere dei ricambi di carrozzeria alternativi all'originale. Questo perché in tutta Europa vige una normativa che tutela il design di un qualsiasi prodotto. In alcuni paesi Europei, diciamo Germania e Francia, tanto per fare qualche nome altisonante, tale normativa viene interpretata anche nel settore auto, per cui, se un produttore realizza e vuole vendere un cofano aftermarket, oppure un paraurto, viene considerata violazione del copyright sul prodotto auto e viene immediatamente sequestrato. Il cofano insomma viene considerato come un falso d'autore e non come un pezzo di ricambio.
Sotto il cofano ovviamente le cose non funzionano così, è difficile far passare un filtro dell'olio come un elemento esclusivo di design (anche perché non si vede) e quindi è lecito produrli e venderli.
Da anni (ne parlai già nel 2005, ma è una querelle che va avanti dal 1990) si discute di armonizzare l'Europa con una “clausola di riparazione” che sostanzialmente liberalizzi il mercato, perché se un produttore fa un cofano, non vuol dire che sta copiando tutta l'auto, ma solo producendo un ricambio funzionale al ripristino del mezzo.
Si tratta di una battaglia portata avanti dai produttori di ricambi alternativi in Commissione Europea, ma si sa, il peso della Germania nel mondo dell'auto è forte e, avendo loro la maggior parte delle case auto più rilevanti d'Europa tutto è fermo da tempo.

La conseguenza di questa mancata concorrenza è che i produttori di ricambi non riescono ad essere competitivi e con una gamma completa. Avendo solo alcuni stati Europei come clienti (ad esempio l'Italia), i produttori di ricambi non hanno abbastanza mercato per poter investire in stampi e nuovi modelli e devono concentrare le proprie attenzioni sui modelli che hanno maggior successo.
 
Due Panda 3 a Confronto: a sinistra la versione
Trekking il cui paraurto costa 540,60 Euro, per
la versione base, a destra, il prezzo scende a 216,65 Euro.


Un esempio lampante di questo fenomeno è che, quando esiste un ricambio di concorrenza, anche il listino originale scende drasticamente, mentre quando il ricambio è solo della casa auto e non esiste alternativa il prezzo resta alto. Un caso su tutti? Se prendiamo una FIAT Panda «III» - 0.9 il paraurto originale, quello più semplice per la versione base e con mano di fondo costa 216,65 euro di listino.
Se però prendiamo lo stesso paraurto per la versione Trekking-climbing il prezzo schizza a 540,60 Euro. Perché? Una motivazione potrebbe essere che, della versione base, esistono molti prodotti alternativi (ISAM, Prasco, Rhiag, Equal Quality) con prezzi di listino che spaziano dai 97 ai 150 Euro.
Ovviamente non dipende solo da questo, ma sicuramente la concorrenza aiuta il mercato.



Ricambi: meno si vendono più costano

Abbiamo detto che la mancata concorrenza è uno dei motivi del caro prezzi di carrozzeria, tuttavia non è il solo. A far impennare i prezzi dei ricambi entra in gioco ancora una volta il design. Se infatti consideriamo ad esempio il vecchio e caro filtro dell'olio dell'inizio di questo articolo si scopre con facilità che lo stesso filtro della Fiat Panda «III» - 0.9 è montato su tutti i motori twinair del gruppo Fiat: dalla Panda alla 500, dall'Alfa Mito alla Lancia Y. Come dire, insomma, un prodotto che va bene sempre e si vende tanto.
Lo stesso non vale per la carrozzeria: ogni singola livrea di auto viene studiata in funzione del marchio e a ogni restiling viene cambiato qualcosina, con il risultato che il parafango del modello precedente non andrà bene neanche per il modello successivo, figuriamoci su altre auto. Ogni ricambio di carrozzeria, a parte qualche eccezione, quindi, monta solo su una specifica versione di un modello di auto. Ovvio che è difficile che con queste prerogative si possa produrre tanti ricambi da permettere un abbattimento dei costi fissi di produzione: uno stampo costa uguale sia che si producano 10 o 10.000 pezzi. Proprio questa è stata la considerazione che ha fatto anche Shiro Nakamura, progettista capo di Nissan, che ha recentemente dichiarato ad Automotive News che “il futuro della progettazione delle auto passa sicuramente dalla maggior condivisione possibile anche di parti visibili”, perché utilizzando parti uguali “si potrebbe arrivare ad avere un risparmio del 20/30% nell'acquisto dei componenti e del 30/40% sul costo di produzione”.


Cara tecnologia quanto mi costi

Infine affrontiamo l'ultimo caso importante: l'aumento della tecnologia all'interno di un'auto. Ovviamente non tutti i ricambi sono investiti da questa trasformazione, o meglio, lo sono in maniera differente: se i lamierati, hanno al massimo visto cambiare i materiali con cui sono realizzati, alcuni componenti sono cambiati radicalmente. Il caso eclatante è quello dei proiettori. Ancora solo negli anni 80 un faro era composto essenzialmente da tre pezzi: una parabola, un vetro e una lampada. Oggi per realizzare un proiettore a led si arriva facilmente a 300 pezzi, non smontabili e gestiti da una o più centraline di controllo. Se poi il faro è adattivo e dotato di sensori (ad esempio per attenuarsi quando un'auto arriva in senso inverso) la complessità aumenta notevolmente e se si rompe diventa praticamente impossibile ripararlo (forse in futuro avremo dei negozietti con persone orientali in grado di farlo, come fanno oggi con i telefonini, ma al momento non esiste altra strada che comprarne uno nuovo). Quindi, nonostante sui proiettori esiste una buona concorrenza (si tratta di un componente che quasi mai la casa auto produce in proprio ma che acquista su disegno da produttori terzi che poi li vendono anche in aftermarket), i prezzi sono destinati a salire.

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Tags: autoricambi fari lamierati

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