
Dall’analisi dell’impronta di carbonio all’ottimizzazione dei processi, le testimonianze delle carrozzerie pilota raccontano il valore concreto di Eco Impact Assessment.
Oggi la sostenibilità rappresenta una sfida sempre più concreta per il mondo della carrozzeria. Non si tratta più soltanto di ridurre l’impatto ambientale, ma di misurarlo e trasformarlo in un’opportunità di crescita e competitività.
Per rispondere a questa esigenza, Surventis ha sviluppato Eco Impact Assessment, lo strumento digitale integrato nella piattaforma Refinity® che consente alle carrozzerie di analizzare consumi, utilizzo dei materiali, processi e gestione dei rifiuti attraverso un approccio scientifico basato sulla metodologia Life Cycle Assessment (LCA).
In Italia il progetto è stato guidato da Luca Geminiani, Regional Senior Consultant Europe South East, insieme al team di consulenza Glasurit e R-M, coinvolgendo un gruppo di carrozzerie pilota per validarne l’efficacia sul campo.
“L’obiettivo di Eco Impact Assessment”, spiega Geminiani, “è trasformare la sostenibilità in uno strumento concreto, misurabile e utile ai processi decisionali. Oggi non basta fissare degli obiettivi: è necessario quantificarne l’impatto e utilizzarlo per generare valore per l’azienda. Il contributo delle carrozzerie pilota è stato fondamentale per verificare il modello in condizioni operative reali e dimostrare come sostenibilità, efficienza e competitività possano procedere nella stessa direzione”.
A maggio, i partecipanti al progetto hanno ricevuto l’attestato di certificazione Refinity Eco Impact Assessment. In quell’occasione abbiamo raccolto le loro testimonianze per capire quali benefici concreti abbia portato questo percorso e quale ruolo possa avere nel futuro del settore.
GRUPPO VELOCCIA – Roma
Con noi ci sono Cristiano e Fabio Veloccia, titolari del Gruppo Veloccia, partner Glasurit da oltre 10 anni. Il Gruppo Veloccia è una realtà nata come impresa familiare nei primi anni ’90 e cresciuta nel tempo fino a diventare un punto di riferimento nel settore automotive.A guidare questa evoluzione sono proprio i due fratelli, che hanno saputo trasformare una piccola realtà artigianale in un’organizzazione strutturata e innovativa, oggi partner delle principali compagnie di noleggio e assicurative, con migliaia di clienti e una capacità produttiva in continua espansione.
Abbiamo voluto approfondire la loro visione, l’approccio alla sostenibilità e soprattutto il ruolo dell’Eco Impact Assessment nelle scelte strategiche del gruppo.
Qual era il bisogno principale che vi ha spinto a fare questo percorso?
Il bisogno nasce da una combinazione di fattori: da un lato, la consapevolezza che la sostenibilità diventerà presto un requisito strutturale, anche per le realtà medio-piccole; dall’altro, la volontà di renderla concreta, evitando approcci teorici o di facciata. Il tema era già centrale nel confronto con clienti e partner, ma mancava una fotografia chiara e oggettiva del nostro posizionamento. L’obiettivo è stato quindi anticipare i tempi, comprenderne il valore reale e dotarci di elementi concreti per orientare le scelte future. Nonostante la proroga del Bilancio di Sostenibilità al 2028, abbiamo avviato il percorso con il supporto di Luca per capire dove ci trovavamo e individuare azioni di miglioramento.
Perché avete deciso di affidarvi a Refinity Eco Impact Assessment e di essere tra i primi in Italia a fare questo passo? Avete valutato anche alternative o l’idea di rimandare?
La scelta è nata dalla fiducia: Glasurit è per noi un partner storico, con cui collaboriamo da anni in modo solido e continuo, anche grazie al supporto costante di figure come Nicola Codispoti, nostro referente del distributore BCSI, e di Luca Geminiani per la parte di consulenza. Per questo, quando ci è stato proposto il percorso, non abbiamo valutato alternative né pensato di rimandare: eravamo certi della validità dell’approccio. Essere tra i primi in Italia è stato quindi un passo naturale, coerente con un rapporto di fiducia consolidato che nel tempo si è rafforzato.
Come avete vissuto il processo: raccolta dati, calcolo, analisi/benchmark e confronto finale? Cosa è stato semplice e cosa più impegnativo?
Il processo è stato affrontato in modo strutturato e semplice, coinvolgendo soprattutto l’amministrazione, con Luca e Dolores. In pochi incontri dedicati sono stati raccolti e organizzati tutti i dati necessari: un approccio che ha reso il percorso chiaro e gestibile, evitando complessità inutili.
Quali sono stati gli insight più sorprendenti emersi dall’analisi dei flussi (cabina/consumi energetici, prodotti e consumabili, rifiuti, trasporti/flotta)? Avete scoperto sprechi o inefficienze che non vedevate?
L’elemento più sorprendente è stato senza dubbio il risultato complessivo dell’analisi.
Ci aspettavamo un esito positivo: negli anni, soprattutto nella sede dell’Eur, abbiamo effettuato investimenti mirati, installando un impianto fotovoltaico, adottando attrezzature completamente elettriche e scegliendo con attenzione prodotti sostenibili, come i prodotti Eco Balance di Glasurit, soluzioni di ultima generazione e sostenibili. L’analisi si è rivelata estremamente approfondita, esaminando nel dettaglio tutti i flussi – dai consumi energetici in cabina all’utilizzo dei prodotti e delle vetture sostitutive – e restituendo una fotografia precisa del nostro impatto ambientale. I risultati hanno confermato la bontà delle scelte intraprese, evidenziando più opportunità di ottimizzazione che vere criticità. Anche il confronto con il mercato ha confermato un posizionamento molto positivo: il Gruppo Veloccia si colloca ai primi posti in Italia e tra i migliori in Europa per strutture di dimensioni simili. Infine, un’ulteriore sorpresa è stata il posizionamento dell’Italia: pensavamo che i Paesi del Nord Europa fossero molto più avanti di noi, invece il nostro Paese si difende decisamente bene.
Dopo aver ricevuto i risultati, quali azioni avete deciso di intraprendere o valutare?
Nonostante i dati dicano che il nostro livello di attenzione alla sostenibilità è alto, abbiamo ancora qualche margine di miglioramento da poter considerare. Disporre di dati oggettivi ci permette di alzare ulteriormente l’asticella e orientare investimenti e priorità in modo consapevole. Ad esempio, stiamo valutando l’installazione del fotovoltaico nella sede Tuscolana. L’analisi rappresenta quindi una guida concreta per le scelte future e un elemento distintivo in un settore ancora legato a modelli tradizionali. Guardando avanti, puntiamo anche a espandere la presenza sul territorio, pur con la sfida della manodopera qualificata. Proprio per questo, comunicare il nostro percorso di sostenibilità diventa fondamentale per rendere il settore più attrattivo e moderno.
Avete già visto benefici su costi/consumi/organizzazione o su come parlate con clienti, flotte e assicurazioni?
Non abbiamo ancora comunicato esternamente i risultati, ma il primo beneficio è stato interno: maggiore consapevolezza e chiarezza sul nostro posizionamento. Oggi possiamo parlare di sostenibilità con più credibilità, grazie a dati certificati, rafforzando il dialogo con clienti, flotte, assicurazioni e partner in modo concreto e misurabile.
Che valore vi dà poter dire che la metodologia di analisi è validata da TÜV Rheinland e allineata al GHG Protocol? In quali ambiti vi aiuta (clienti/OEM/assicurazioni/partner)?
È fondamentale: la validazione TÜV Rheinland e l’allineamento al GHG Protocol garantiscono solidità e autorevolezza, grazie a enti riconosciuti a livello internazionale. Questo rafforza il dialogo con clienti, OEM, assicurazioni e partner, permettendoci di parlare di sostenibilità con dati verificati e un linguaggio condiviso, generando un vantaggio competitivo concreto in un contesto in cui queste certificazioni saranno sempre più richieste. Rappresenta anche la prova del nostro impegno verso il futuro: siamo stati tra i primi a muoverci in questa direzione e, con la sostenibilità destinata a diventare un requisito, questo percorso acquisisce ancora più valore. Anticipare i tempi è essenziale: guardiamo ai prossimi cinque anni per non farci trovare impreparati all’evoluzione del mercato. Non ci limitiamo a riparare auto, ma stiamo costruendo il futuro, supportati non solo dalle nostre competenze, ma anche da una verifica esterna che valorizza concretamente il lavoro svolto.
Consigliereste Eco Impact Assessment a un’altra carrozzeria? Perché?
Non consiglierei il percorso di certificazione in quanto tale, ma consiglierei di scegliere un partner come Glasurit. Oggi tutto ciò che riguarda certificazioni, visione e orientamento al futuro nasce sì anche da una nostra predisposizione, dal nostro modo di lavorare, ma non solo. Infatti, è giusto riconoscere che abbiamo alle spalle un partner strutturato, un gruppo che ha una visione di lungo periodo e al quale ci siamo affidati nelle scelte strategiche, seguendo un percorso chiaro e preciso. Quando si costruisce un’azienda è fondamentale circondarsi delle persone e delle realtà giuste, perché sono proprio i partner a fare la differenza nel percorso di crescita. Quindi, la nostra risposta più istintiva, di pancia, è: «Scegliete partner che sappiano guidarvi nel tempo, accompagnandovi nelle sfide che verranno».
CARROZZERIA MAMONE MOTORSERVICE
Anche la Carrozzeria Mamone di Fiumicino, attiva dal 1986 e partner R-M da oltre 20 anni, è stata individuata come carrozzeria pilota per valutare la certificazione Eco Impact Assessment. A dare la loro visione di questo percorso sono i titolari della carrozzeria, Placido e Marco Mamone, padre e figlio.La loro è un’azienda in forte crescita, grazie anche all’ingresso di Marco, che raccoglie l’esperienza del padre garantendo continuità e al tempo stesso uno sguardo orientato al futuro, non solo nella gestione quotidiana, ma anche nelle sfide a lungo termine. È proprio in quest’ottica che la Carrozzeria Mamone si è prestata a testare il percorso di certificazione Eco Impact Assessment, ancora prima di conoscerne nel dettaglio tutti gli aspetti. Abbiamo chiesto di raccontarci la loro esperienza.
Qual era il bisogno principale che vi ha spinto a intraprendere questo percorso?
Innanzitutto, dobbiamo ringraziare il nostro partner R-M che, tramite il supporto di Gianfranco Melluso, nostro referente del distributore BCSI, e di Luca Geminiani per la parte di consulenza, ci hanno convinti a intraprendere questo percorso: avevamo percepito lo strumento in modo molto generico, superficiale, ma, accettando di supportare i test, abbiamo compreso il suo effettivo valore. Oltre a essere un importante biglietto da visita, soprattutto nei confronti delle case automobilistiche, oggi essere sostenibili è anche una necessità dettata dalle nuove regolamentazioni che impongono una sempre maggiore attenzione all’ambiente. Abbiamo quindi sentito l’esigenza di comprendere meglio il nostro posizionamento in tema di impatto ambientale e di lavorare per migliorare ulteriormente, salvaguardando anche la nostra competitività.
Perché avete deciso di affidarvi a Refinity Eco Impact Assessment e di essere tra i primi in Italia a fare questo passo? Avete valutato anche alternative o l’idea di rimandare?
A convincerci è stata la fiducia che da anni riponiamo nel marchio R-M. Essere tra i primi a ottenere questa certificazione ci consente di distinguerci sul mercato: è stata una grande opportunità. Non si è trattato solo di un’attività teorica: il percorso di certificazione ci ha portati a implementare miglioramenti concreti, oggi ancora più rilevanti alla luce della nostra partnership con Tesla.
Come avete vissuto il processo: raccolta dati, calcolo, analisi/benchmark e confronto finale? Cosa è stato semplice e cosa più impegnativo?
Il processo di analisi non è stato particolarmente complesso. Di fatto, ha richiesto del tempo, soprattutto per la ricerca e l’organizzazione dei dati, ma si trattava per lo più di informazioni già disponibili, che abbiamo dovuto sistematizzare per ottenere una visione completa e strutturata.
Quali sono stati gli insight più sorprendenti emersi dall’analisi dei flussi (cabina/consumi energetici, prodotti e consumabili, rifiuti, trasporti/flotta)? Avete scoperto sprechi o inefficienze che non vedevate?
Come ci aspettavamo, i risultati sono stati complessivamente positivi, anche grazie all’introduzione, già da tempo, dei cicli di verniciatura R-M e delle linee AGILIS e Pioneer, ad elevata sostenibilità. Tra gli aspetti più rilevanti sono emersi l’impatto positivo dell’installazione dei pannelli solari, una maggiore consapevolezza dell’impatto legato ai consumi elettrici, ma anche la necessità di migliorare la gestione delle auto sostitutive. Alcuni aspetti erano già noti, ma ora sono supportati da dati concreti.
Quali azioni avete deciso di intraprendere?
L’analisi ha confermato la solidità del percorso intrapreso verso una maggiore sostenibilità. Nel breve termine, tra le prime azioni concrete legate ai miglioramenti individuati, stiamo valutando l’introduzione di una vettura ibrida per il servizio di auto sostitutiva.
Avete già visto benefici su costi/consumi/organizzazione o su come parlate con clienti, flotte e assicurazioni?
Siamo all’inizio del percorso, avendo ricevuto da poco la certificazione. Tuttavia, riteniamo che rappresenterà un vantaggio importante nelle trattative con clienti e partner. Il beneficio principale è già tangibile all’interno della nostra organizzazione: una maggiore consapevolezza, che possiamo utilizzare come leva competitiva.
Che valore vi dà poter dire che la metodologia di analisi è validata da TÜV Rheinland e allineata al GHG Protocol? In quali ambiti vi aiuta (clienti/OEM/assicurazioni/partner)?
La validazione dell’analisi da parte di un ente indipendente come TÜV Rheinland rappresenta un segnale molto forte per clienti e partner, confermando la credibilità dei risultati di Refinity Eco Impact Assessment. TÜV Rheinland è infatti un riferimento riconosciuto a livello internazionale, soprattutto dalle grandi aziende e multinazionali: una garanzia che ci permette di presentarci ai nostri interlocutori con dati solidi e affidabili.
Consigliereste Eco Impact Assessment a un’altra carrozzeria? Perché?
Sì, perché è molto più di un fattore di immagine. È un mezzo concreto per migliorare l’efficienza, ottimizzare i processi e ridurre i costi. L’analisi effettuata consente di ottenere indicazioni concrete per individuare specifici margini di miglioramento, con dati oggettivi, superando le valutazioni «a sensazione». L’analisi fornisce indicazioni puntuali e basate su dati oggettivi, permettendo di individuare margini di miglioramento specifici e superando le valutazioni «a sensazione». Ci aiuta ad andare oltre l’operatività quotidiana, adottando una visione più ampia e orientata al futuro, in cui la sostenibilità si traduce in benefici tangibili per l’efficienza e la gestione aziendale. Eco Impact Assessment ha rafforzato la nostra consapevolezza e rappresenta il primo passo verso nuovi obiettivi di crescita. È anche la conferma che la sostenibilità è una priorità sempre più centrale, oggi e per le generazioni future: un percorso concreto verso un futuro a minore impatto ambientale.
Business e ambiente non sono più alternativi, ma leve strategiche integrate: con Eco Impact Assessment, Glasurit e R-M confermano il loro impegno nel guidare i clienti verso una sostenibilità concreta, misurabile, orientata ai risultati e capace di fare la differenza.
c.jpg)
c.jpg)



