News | 23 Gennaio 2026 | Autore: Tommaso Caravani

EV e incidentalità: cosa dicono davvero i dati

Un recente studio internazionale rimette in discussione l’idea che l’elettrificazione porti automaticamente a un aumento degli incidenti. Ma come stanno davvero le cose?


Il dibattito sull’incidentalità delle auto elettriche accompagna l’evoluzione del parco circolante fin dalle prime fasi della transizione. Da una parte, l’attenzione si concentra su peso, accelerazione e complessità tecnologica dei veicoli elettrici; dall’altra, si sottolinea il ruolo crescente dei sistemi di assistenza alla guida e di architetture progettate per migliorare la sicurezza complessiva.

A riaprire la discussione è uno studio pubblicato nel 2025 da Guy Carpenter, società di riferimento nel mondo della riassicurazione, che propone una lettura basata su dati assicurativi e statistici raccolti in diversi Paesi. Il documento suggerisce che, a parità di chilometri percorsi, le auto elettriche presenterebbero una frequenza di incidenti inferiore rispetto ai veicoli con motore a combustione interna.

La Norvegia come banco di prova

Il punto di partenza dell’analisi è la Norvegia, uno dei mercati più avanzati in termini di diffusione delle auto elettriche. Qui, secondo i dati utilizzati nello studio, il confronto è stato effettuato su un campione ampio di veicoli e incidenti, con risultati normalizzati sulla percorrenza. In questo contesto, le elettriche mostrerebbero una frequenza di sinistri più bassa rispetto alle equivalenti termiche.

Un aspetto rilevante riguarda il tentativo degli autori di distinguere l’effetto della tecnologia da quello del profilo degli utilizzatori. Le auto elettriche, infatti, sono spesso guidate da utenti con caratteristiche socio-demografiche differenti rispetto alla media, fattore che può incidere in modo significativo sui risultati statistici.

Metodologie diverse, risultati diversi

Il tema centrale resta quello del metodo. In ambito assicurativo si analizza spesso la frequenza dei sinistri denunciati e il costo medio dei danni, mentre negli studi sul traffico si guarda alla probabilità di incidente per chilometro percorso. Cambiando la metrica, cambia anche la fotografia.

Altri lavori scientifici arrivano infatti a conclusioni differenti. Uno studio basato su dati telematici nei Paesi Bassi ha rilevato, a parità di condizioni osservate, una maggiore esposizione a sinistri con responsabilità del conducente per le auto elettriche rispetto alle termiche. Non si tratta necessariamente di una contraddizione, ma della dimostrazione che il contesto geografico, il campione analizzato e le variabili considerate incidono in modo decisivo sull’esito delle analisi.

Frequenza e composizione del rischio

Lo stesso studio Guy Carpenter evidenzia che la riduzione della frequenza non è uniforme in tutti gli scenari. Le auto elettriche sembrano comportarsi meglio in condizioni di guida più prevedibili, mentre in contesti complessi, come intersezioni articolate o situazioni di traffico denso, il vantaggio tende a ridursi. Un dettaglio che interessa direttamente il mondo della riparazione, perché suggerisce un cambiamento nella tipologia di sinistri più che una loro semplice diminuzione.

Il tema dei costi e della severità

Accanto alla frequenza, resta centrale il tema della severità del danno. In diversi mercati assicurativi, tra cui Regno Unito e Stati Uniti, le analisi mostrano come le auto elettriche possano generare costi medi di riparazione più elevati, anche a fronte di una frequenza stabile o in calo. Le ragioni sono note: maggiore valore medio del veicolo, presenza diffusa di ADAS, procedure di sicurezza legate alla batteria e complessità dei componenti strutturali.

La percezione del mercato

Accanto ai dati statistici, esiste poi la percezione degli operatori. In una precedente intervista a Fredrik Karlsen, CEO del gruppo scandinavo Intakt Bilskade, era emersa l’idea che la diffusione delle auto elettriche potesse essere associata a un aumento dei danni gestiti dalle carrozzerie, anche per effetto di prestazioni elevate e nuove dinamiche di utilizzo.

Si tratta di un punto di vista che non va letto come alternativa ai dati, ma come complemento. L’aumento della quota di elettriche nel circolante e i meccanismi di indirizzamento assicurativo possono far crescere i volumi di riparazione EV anche in presenza di una frequenza per chilometro invariata o in diminuzione.

Una discussione ancora aperta

Nel complesso, il confronto tra auto elettriche e termiche in termini di incidentalità non restituisce una risposta univoca. I dati suggeriscono che non esiste una relazione automatica tra elettrificazione e aumento degli incidenti, ma mostrano anche come il rischio cambi forma, influenzando composizione dei sinistri, costi e processi riparativi.

Per la carrozzeria e per l’aftermarket, la questione centrale non è stabilire se le EV siano più o meno incidentate, ma comprendere come evolvono i danni, quali competenze servono e quali investimenti diventano necessari. È su questo terreno, più che sul confronto ideologico, che si giocherà l’impatto reale dell’elettrificazione sul mondo della riparazione.

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Tags: auto elettriche Intakt Bilskade

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