Opinioni | 19 Giugno 2015 | Autore: Tommaso Caravani

Il filtro abitacolo come servizio

In media se ne cambia uno ogni 4 anni di vita del veicolo quando tutte le case auto consiglia una sostituzione almeno annuale, ecco perché si tratta di un'opportunità che i carrozzieri non dovrebbero lasciarsi sfuggire.

Qualche giorno fa sono stato a una presentazione di un'azienda che produce filtri per auto e, una parte della presentazione verteva sui filtri abitacolo.

I filtri, si sa, sono da sempre appannaggio dei meccanici, al massimo il carrozziere ha a che fare con i filtri del forno, ma difficilmente si occupa degli altri. Si potrebbe dire che è ovvio, i filtri motore sono roba da meccanici, non da carrozzieri e a meno di non avere anche la riparazione meccanica non c'è ragione per cui un carrozziere dovrebbe impelagarsi con le mani nel motore a cambiare un filtro. Eppure il filtro abitacolo è un qualcosa che andrebbe rivalutato proprio dai carrozzieri.

Quanti, infatti, sono i carrozzieri che offrono, ad esempio, la sanificazione dell'abitacolo? Quanti il ripristino degli interni? Quanti puliscono l'interno dell'auto dopo un qualsiasi lavoro?
Il filtro abitacolo non ha niente a che fare con il motore, si tratta di un elemento per la sanità degli occupanti. Un componente troppo sottovalutato dagli automobilisti che, invece di sostituirlo ogni anno, specie sulle auto un po' più vecchie, fa passare un sacco di tempo. In media (considerando che se ne vendono circa 7/8 milioni di pezzi anni e che in Italia circolano 32 milioni di auto) potremmo dire che si cambia il filtro abitacolo ogni 4 anni (dato confermato da un'indagine GIPA).

Quello che però i numeri non dicono è che, sulle auto nuove, specie quando fanno il tagliando in concessionaria, viene cambiato tutti gli anni, mentre su molte auto non viene cambiato praticamente mai.

In passato, inoltre, era piuttosto complesso cambiarlo, perché, da sempre, questo filtro è ubicato nei posti più strani (dentro al cassettino, nel vano motore, dietro la console centrale eccetera), ma oggi ogni fornitore di filtri fornisce le istruzioni di montaggio e, per ogni modello di auto si trovano in internet (proprio sui siti dei produttori) i posti in cui sono montati.

Si tratta di un ottimo strumento di marketing, perché impatta direttamente sulla salute degli automobilisti. I filtri abitacolo, infatti, si distinguono in due macrocategorie:filtri antipolline e ai carboni attivi. I primi, forniscono una barriera solo contro le polveri e le nanoparticelle, i secondi purificano anche l'aria dagli odori.
Al di là dei pollini, causa di allergie, però, i filtri abitacolo tengono anche fuori dalla vettura il particolato (i famosi PM10) e, oramai, anche il microparticolato (PM25) sempre più insidiosi.

Allora perché, quando si propone una sanificazione dell'abitacolo, ma anche quando un cliente entra in carrozzeria non si dà un occhio anche al libretto dei tagliandi, se  passato più di un anno il filtro abitacolo si vende da solo.

Se poi volete essere proprio avanti, perché non offrire anche la ricarica dell'impianto A/C e contattare il cliente almeno una volta l'anno invitandolo a passare in carrozzeria per mantenere efficiente e sicura l'aria all'interno dell'abitacolo?

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Tags: aria condizionata filtri

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