Opinioni | 26 Ottobre 2015 | Autore: Elena Bove

Gli attori del sinistro: il perito innamorato

Scena terza, atto primo: strani amori, stiamo parlando di quelli tra il perito assicurativo e la compagnia. Un rapporto sbilanciato che spesso vede l'"innamorato" frustrato dalle continue pretese del partner


Questa è una lunga, tormentata e tortuosa storia d’amore. Come spesso avviene c’è uno squilibrio tra i componenti della coppia. Infatti a fronte di una “lei” incontentabile che sembra pretendere sempre di più, c’è un “lui” remissivo che tutto tollera senza opporre riserva alcuna. In questa storia, ahimè, di romantico c’è molto poco. Da una parte c’è la mandante che esercita l’indiscutibile potere, quello di essere una “dispensatrice” di lavoro, aspetto di una certa rilevanza in questa nostra epoca. Potremmo quasi dire che non ha certo bisogno d’esser anche bella. Dall’altra parte c’è il perito assicurativo. Ha scelto di svolgere questo lavoro e sin da subito si è trovato a scegliere: attivo o passivo (?! come si dice in gergo). Non sono scelte semplici. Se la scelta è stata quella di operare come fiduciario, il nostro lui, ha dovuto trovare il modo per esordire perché, come in tutte le professioni c'è il rischio di arenarsi in un circolo vizioso.

Come si fa ad ottenere una chance lavorativa se non si vanta una esperienza pregressa? E come si fa a vantare questa esperienza se nessuno ce ne concede la possibilità? In ogni caso superato l’esame di abilitazione, si è iscritto al ruolo dei periti assicurativi ed ha subito compreso che occorre aderire a una associazione sindacale. E’ una categoria che si trova sprovvista di un albo specifico e teme così di subire conseguenze nefaste dalla incresciosa esclusione. Come se in Italia l’appartenenza ad un albo professionale fosse davvero garanzia di tutela (sic!). Eccolo dinanzi al primo falso problema.

In qualità di fiduciario (nomen omen) ha dato il là a questa relazione fatta di continui dictat, dove per effettuare la stima dei danni al veicolo deve attenersi a precisi standard. Insomma la predizione di una fiducia che c’è solo unilateralmente! Man mano che gli anni passano il perito ha sentito sempre più forte la pressione di questa compagna/matrona ma ha scelto di assecondarla certo che l’amore eterno esistesse e fosse solo necessario sopportare, venirsi incontro, comprendere e anzi anticipare le esigenze di mercato dell’altro. Qualcuno potrebbe pensare che in questo menage ci sia dell’opportunismo, la voglia di rendere questa una storia a tempo indeterminato, con i relativi vantaggi di sicurezza economica. Malpensanti. Come potrebbe un libero professionista, che lotta per istituire un albo professionale, desiderare la trasformazione del rapporto di lavoro? Si perderebbe l’indipendenza, la terzietà. Infondo questa è una relazione dove l’incertezza mantiene vivo il rapporto. Purtroppo la mandante non è mai paga e studia sempre nuove prove d’amore. Ecco allora apparire le simpatiche spie che appaiono a video cambiando colore man mano che il tempo scorre (mamma che ansia) senza dimenticare i target di spesa, le soglie massime, i prezzi sempre più bassi, la perizia smart o light ed i tempi sempre più rapidi fino ad arrivare all’app my angel quella del perito magico: con il dono dell’ubiquità.

Così mentre si discuteva nei convegni su come rilanciare il ruolo del perito nel mondo assicurativo o su come favorire l’integrazione tra le varie associazioni per fare “rete” si finiva col discutere della luna nel pozzo. Si potrebbe dire, per tornare al travaglio amoroso di una relazione complessa, che quando si inciampa in una storia “sbagliata” si utilizzano tutte le energie per tenere in vita un rapporto che, se non si scappa in tempo, finirà per annientare del tutto. Le associazioni di periti proponevano i network, che fino a qualche mese fa, sembravano aumentare le prospettive future mentre la realtà che è sotto gli occhi di tutti è ben diversa. Si sa, è dura ammettere il fallimento amoroso e si preferisce sempre dare la colpa a qualcun altro, all’elemento esterno. Il perito non è da meno, nasconde a se stesso la drammaticità della reale evoluzione del rapporto, e crede di trovare appiglio nelle giustificazioni.

"E’ il mercato assicurativo italiano che non segue l’evoluzione che avviene con successo in altri paesi europei", "è la crisi economica, sono le ristrutturazioni", i "nuovi bisogni della clientela" che costringono le compagnie a “concentrarsi” sul mantenimento delle quote di mercato (leggi oligopolio) e sulla "maggiore efficienza". Insomma per dirla alla Jessica Rabbit “Io non sono cattiva, è che mi disegnano così”. Il problema dunque resta e così la mandante pretende, pressa, chiede una quantità crescente di servizi e attività sempre più difficili da gestire per strutture che non hanno una organizzazione consona. Il perito allora si interroga ancora, invano, sui cambiamenti possibili. Errore classico che dovrebbe, davvero, far accendere una spia colorata lampeggiante. Perché sempre, davanti a chi ci chiede di cambiare, e dunque non ci apprezza per quel che siamo, dovremmo fuggire a gambe levate. Invece no, il perito prova, spera e crede che magari, trasformandosi in imprenditore salverà la sua posizione. Che importa se questa ennesima prova comporterà costi più alti a fronte di un guadagno che resta il medesimo, che importa se occorrerà più mano d’opera che non potrà pagare se non di tasca propria che importa se l’unico vero tratto distintivo imprenditoriale sarà quello di assumersi il rischio economico? Un innamorato non conosce ostacoli e tenta, disperatamente tenta.

La Laura nazionale lo cantava tempo fa “Prigionieri liberi”. E’ questa la contraddizione di una libera professione che non ha ancora deciso davvero cosa farà da grande e si perde in un amore squilibrato che la travolgerà.


Elena Bove
Professionista – Avvocato
Di Benevento
Elena Bove è avvocato di Benevento e giornalista pubblicista. Esercita la professione forense prevalentemente in controversie a tutela del cittadino nella circolazione stradale e nella responsabilità civile oltre che nella tutela del diritto dei consumatori.

 

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