Opinioni | 08 Settembre 2022 | Autore: Tommaso Caravani

​L’editoriale di Tommaso Caravani: “Non sempre piccolo è bello”
L'Italia è un paese fondato sulle PMI, per questo vanno tutelate. La retorica che spesso affligge i nostri mezzi di comunicazione sul “piccolo è bello” è uno dei problemi del nostro paese. Chiaro, nessuno pensa che sia bello o appagante vedere piccole realtà far fatica ad arrivare a fine mese, se non addirittura abbassare definitivamente le serrande, ma la situazione è quella che è, e quando il gioco si fa duro, le dimensioni contano.

La verità è che le piccole aziende hanno costi troppo alti per essere sostenibili quando calano le marginalità. È evidente come le economie di scala che riesce a fare una grande impresa le permettano di marginare di più sullo stesso prodotto o servizio; e questo è vero sempre, perché si parla di numeri e non di retorica.
Il problema italiano è però anche legato a norme che non consentono, e anzi ostacolano, le aziende nella crescita: le tutele dei dipendenti crescono in maniera esponenziale con l’aumentare della manodopera necessaria all’attività, così come i controlli e le normative. Lo Stato in sostanza spinge le aziende a rimanere nella propria zona di comfort, magari con meno di 15 dipendenti e un fatturato non troppo alto.

Il tutto mentre i nostri vicini europei hanno ormai realtà di dimensioni considerevoli, anche nel mondo dell’autoriparazione.
A parte pochissimi casi di società che sono riuscite a crescere con aperture dirette (CarClinic) o tramite acquisizioni (Autosicura), la via italiana sembra essere quella della creazione di società che gestiscano network di carrozzieri e non solo. Un modo come un altro per aggregare competenze, presentarsi meglio sul mercato e ridurre i costi, pur mantenendo una propria autonomia gestionale.
Personalmente credo che fintanto che saranno troppe teste a decidere, sarà difficile che si mettano d’accordo e che prima o poi il settore convergerà verso realtà dai fatturati molto più importanti, sia all’interno dei network sia singolarmente.

Fare previsioni non è il nostro mestiere, ma l’evidenza è che se oggi un autoriparatore vuole operare in trasparenza, deve necessariamente avere dimensioni tali da poter coprire costi sempre maggiori.
Noi nel frattempo abbiamo iniziato a fotografare anche i vari network di carrozzeria gestiti da società, per fornire a tutti uno strumento utile di comparazione: dal numero di centri alle eventuali convenzioni.


L'Osservatorio network carrozzerie è sul numero 02/2022 di Carrozzeria Autorizzata ed è disponibile online, previa registrazione gratuita clicca qui.
 

Photogallery

Tags: network carrozzerie

Leggi anche